Introdurre dinamiche scuola come per processi economici e sociali, sussidiarietà, autonomia come in Finlandia, più tecnici e professionali. Per finanziamenti scuola italiana deve fare da sé

Secondo i Cavalieri del lavoro, riuniti in un convegno dal titolo “Una scuola più europea per la competitività e una cittadinanza attiva”, la scuola italiana non necessita di nuove risorse, ma di maggiore qualità e diverso utilizzo delle risorse.

Altra questione affrontata dai Cavalieri del lavoro riguarda l’autonomia e il rafforzamento degli istituti tecnici e professionali. Gianfelice Rocca, neo presidente di Assolombarda e già responsabile Education di Confindustria. “Abbiamo bisogno di risposte articolate, ispirandoci a modelli come la Germania, dove le Universita’ sono regionali, o la Finlandia dove le scuole sono addirittura comunali. Siamo forti in alcuni segmenti, come le lauree ingegneristiche, ma dobbiamo rafforzare gli istituti tecnici superiori. Per questo dobbiamo avvicinare di più la formazione ai bisogni sociali ed economici dei diversi territori”.

Ed anche, potenziamento dell’uso dei mezzi informatici, ripensando in tal senso anche l’edilizia, nonché estendere i sistemi di valutazione. Benito Benedini ha sottolineato, infine, che occorre ” introdurre nella formazione la stessa componente dinamica che caratterizza i processi economici e sociali per avvicinare la velocita’ di risposta del sistema educativo alla velocita’ di evoluzione dell’economia e del mercato del lavoro”.

Una scuola, dunque, che si innovi, ma che guardi al proprio interno per ricercare i fondi da orientare verso queste riforme.

Concetto che va in piena sintonia con quanto affermato, dopo l’insediamento, dal Ministro Saccomanni relativamente al budget stanziato per ogni Ministero. Infatti, secondo il neo Ministro dell’Economia, ogni Ministero dovrà trovare le risorse per gli investimenti da altri capitoli del bilancio. Che tradotto vuol dire che se si vuol dar seguito alle promesse avanzate in campagna elettorale e in questo primo scorcio di legislatura, bisognerà trovare le risorse tagliando altrove.

Da questo principio dovrà transitare qualsiasi tipo di riforma, da quelle avanzate dai Cavalieri del lavoro a quelle avanzate nei giorni scorsi dal neo Ministro Carrozza.

Cosa, dunque, tagliare per ricucire altrove?

Il pensiero va subito al Fondo di istituto, già martoriato a seguito del recupero degli scatti di anzianità 2011 e, probabilmente, successivi. Molto, in tal senso, dipenderà anche dalla decisione dell’esecutivo circa l’ulteriore blocco dei contratti fino al 2014. Altro target nel mirino potrebbero essere i distacchi, che già furono intaccati duranta la spending review, o una rivisitazione dell’organizzazione stessa del Ministero.

In definitiva i capitoli di risparmio non sono poi molti, ma le promesse e le richieste di investimenti sono consistenti.

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

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