Ecco come di anno in anno diminuiscono le supplenze

inviato da Luisa Genna – Spettabile Ministro M.C. Carrozza sono una docente precaria storica (così ci hanno etichettati) della Sicilia. Innanzitutto complimenti per il Vostro interessamento nei confronti della scuola pubblica e della cultura in generale (credo che il Paese possa rinascere soltanto in questa direzione). Le “rubo” pochi minuti del suo tempo per portare alla luce una situazione che da decenni e più si verifica nella nostra Regione (credo pure in altre).

Per prima cosa ogni anno, anche precedentemente alla “famosa crisi”, le immissioni in ruolo vengono fatte con il contagocce (sopratutto in provincia di TP); le nomine a TD diminuiscono anno dopo anno (specie nel sostegno) non perché diminuiscono i posti (i posti in deroga sono tanti), ma perché vengono dati in assegnazioni provvisorie ed utilizzazioni su tutti i posti disponibili (diritto-fatto).

Da anni si assiste al “balletto” di docenti che vanno fuori per entrare di ruolo ed in assegnazione ritornano dopo un anno. Non dico che è sbagliato, ma si potrebbe optare per il 50% così si darebbe continuità didattica agli alunni (specie se disabili, come giustamente ha affermato anche Lei), cosa che il più delle volte non avviene, e noi precari da anni in GE, pluriabilitati e plurispecializzati , che abbiamo servito con passione, professionalità e diligenza lo Stato potremmo avere la possibilità o di ottenere il ruolo (compatibilmente con i posti disponibili) oppure ricoprire l’incarico annuale che abbiamo avuto per svariati anni di seguito.

So che l’argomento è spinoso e non di facile risoluzione, ma mi appello (come tanti) al suo buon senso. Penso che anche noi, che per svariate ragioni abbiamo scelto di rimanere nella nostra terra, abbiamo il diritto di non essere dimenticati e tutelati. Forse ci saranno degli interessi che non mi sono chiari e che non riesco ad accettare. Adesso ci ritroviamo a rifare la “gavetta” aspettando la mattina il cell che squilla anche per un solo giorno di supplenza, sperando che la prima scuola a chiamare (ci hanno diminuito drasticamente anche il numero delle sedi da scegliere: appena 10 per Infanzia e Primaria, proprio una roulette russa) sia la migliore con più giorni di supplenza da proporre.

Altra “oscenità”: spesso le scuole, credo per mancanza di fondi, non chiamano il supplente dividendo le classi o togliendo l’insegnante di sostegno all’ alunno per fare le supplenze, cosa ancor più grave, l’insegnante di sostegno assente non sempre viene sostituito soprattutto se è presente l’assistente igenico-personale.

I genitori sono stanchi di combattere per diritti in teoria spettanti. La figura del docente, in questi ultimi decenni, è stata sminuita sempre più, umiliata, delegittimata, quasifossimo dei parassiti dello Stato in cerca del posto fisso. Ma mi chiedo, per il compenso economico riconosciuto, per tutte le difficoltà, l’instabilità , le responsabilità e le competenze che ci competono, ne vale la pena? La risposta me la sono data più volte nel momento di entrare in aula; in quella realtà multiforme e meravigliosa dove si incontrano-scontrano culture, opinioni, modi di essere. Dove tanti piccoli “uomini e donne” del domani ti osservano ed aspettano accoglienza, empatia; con molta voglia di imparare insieme ad affrontare nel miglior modo possibile le sfide del nuovo Mondo globalizzato.

Un’ultima cosa: perché la riforma Gelmini non è stata abrogata? Ad esempio, la nostra scuola primaria (con il suo modulo) era il fiore all’occhiello del percorso di istruzione-formazione, quasi invidiato dagli altri Paesi europei.

Grazie per la Sua cordiale attenzione

da orizzontescuola.it

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