Iniziative commerciali a favore delle scuole: la critica dei sindacati

Sempre più industrie si adoperano in promozioni commerciali che coinvolgono la scuola, con raccolta punti, ad esempio o con spese, il cui ricavato è in parte devoluto alla scuola per acquisti vari, che siano di cancelleria o altro. Ce lo racconta un articolo del Sole24ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-10-05/promozioni-commerciali…)

Un ‘iniziativa in corso in questi giorni è quella dell’Eco Store, (http://ecostore.it/it/Negozi/missione_scuola.html), un’azienda che vende prodotti per stampanti.

Per ogni acquisto di almeno 10 euro, la ditta regala una risma di 50 fogli di carta ad una scuola a scelta dell’acquirente.

Sono già state assegnate 15.500 risme e 775.000 fogli, si spera di arrivare a consegnare 5 milioni di fogli fino alla fine dell’iniziativa, che durerà un mese.

Non tutti i sindacati però sono d’accordo con questo genere di operazioni commerciali.

Sono critiche sia la CGIL che la CISL.

Domenico Pantaleo della CGIL parla di integrazione dell’intervento privato, che non deve sostituirsi a quello statale: “Garantire le attrezzature compete allo Stato –dice. ” L’intervento privato può integrare, non sostituire. È discutibile l’idea che le logiche consumistiche entrino in istituzioni che danno messaggi culturali ed etici completamente diversi”.

Il segretario Francesco Scrima della CISL pone l’accento sul fatto che nessuna impresa fa mecenatismo, e che a pagare sono sempre e comunque i clienti che aderiscono alla promozione, che serve solo per convincere a comprare:”In linea teorica non va escluso. L’importante è stare attenti, perché sono le famiglie a metterci i soldi. Le aziende commerciali non fanno mecenatismo” dice il segretario.

Massimo Di Menna,segretario della UIL, è d’accordo che nessun privato debba sostituirsi al pubblico, ma non nasconde che certi interventi possano aiutare, anche se devono farlo con la massima trasparenza e in collaborazione con le scuole: “L’intervento imprenditoriale può servire anche in assenza di tagli. Prendiamo la digitalizzazione dell’istruzione: in ogni caso lo Stato non potrebbe dare un tablet a ogni studente. Se questo accadesse grazie a interazioni con le aziende sarebbe un bene”.

da orizzontescuola.it

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