Un libro per parlare di violenza di genere alla Camera dei Deputati: occorre collaborazione tra Stato, famiglie e scuola

E’ stato presentato alla Camera dei Deputati il libro di Cristina Obber, dal titolo ‘La violenza di genere raccontata da chi la subisce e da chi la infligge’,in occasione delle iniziative in occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, del 25 novembre.

I dati in Italia sono allarmanti: a fine 2012, i soggetti in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i minori per reati a sfondo sessuale erano 1.017, di cui 211 stranieri e 806 italiani. Tra loro, 579 sono colpevoli di violenza sessuale e 328 di violenza sessuale di gruppo.

Di questi 1.017 soggetti, il 42% ha un’età tra i 16 e i 17 anni, il 30% tra i 14 e i 15 anni e il 28% tra i 18 e i 21 anni.Il 90% circa delle violenze sessuali non viene denunciato.

“La politica può e deve fare qualcosa per un fenomeno allarmante – ha detto l’autrice del volume – occorre coinvolgere i centri anti violenza in un progetto che sia davvero incisivo sul fronte della prevenzione e dell’educazione nelle scuole”.

La partecipazione è stata bipartisan. Elena Elena Centemero, capogruppo del PdL-FI in Commissione Cultura alla Camera e promotrice dell’iniziativa, ha sottolineato la necessità di interventi di formazione con una stretta collaborazione tra “istituzioni, scuola e famiglie nell’educare i giovani a dare la giusta importanza alla dignità della persona e al valore del proprio corpo”, mentre il presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto, si è soffermato sull’esigenza di rivolgersi ai giovani fin dalla più tenera età, evidenziando anche l’opportunità di ragionare sulla diversa rilevanza dei reati: “continuare ad intasare le Aule di Tribunale con reati minori – ha spiegato Sisto – impedisce di dare il giusto rilievo all’azione di contrasto e repressione verso fenomeni come la violenza di genere”.

La deputata del Pd Barbara Pollastrini ha parlato di “regressione culturale” dell’Italia, indicando tra i rimedi “la rieducazione, il colloquio con le coscienze maschili, uno sguardo più attento al mondo un piano d’azione concreto, per cui servono maggiori risorse economiche”.

L’on. Fabrizia Giuliani, del Pd, ha concluso con una riflessione sulla “diversa cittadinanza” delle donne, osservando come “la violenza di oggi non derivi solo da un residuo del vecchio patriarcato”, le sue ragioni sono nuove e “risiedono nel processo di emancipazione delle giovani donne e nella richiesta di rispetto anche nei rapporti relazionali”.

da orizzontescuola.it

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    • Roberta
    • 27 novembre 2013

    Leggo con molto interesse questo articolo accogliendo a piene mani l’appello di una maggiore collaborazione tra scuola e famiglia, anzi sarebbe più corretto viceversa, perchè la prima educazione si riceve in famiglia! Concordo con alcune dichiarazioni di regressione culturale e di diversa cittadinanza, riconoscendo che potrebbe essere il rovescio della medaglia di un’evoluzione umana non bilanciata. Mi spiego: negli ultimi 30 anni abbiamo assistito a cambiamenti in tempi così rapidi che umanamente non siamo stati in grado di adeguarci con la stessa rapidità. Abbiamo tutti assistito a cambiamenti economici, politici e sociali molto veloci e il singolo forse non ha avuto sufficiente tempo per assimilarli. Questo ha creato molte frustrazioni o comunque sottili malesseri, che si sono sviluppati in numerose e diversissime reazioni, dei singoli e/o dei gruppi. E’ nostro dovere di ADULTI fermarci e trovarci nelle sedi scolastiche o di circoli culturali o associazionistiche o altro e aprirci al confronto per provare a “capire” le ragioni di questa violenza, che non è soltanto fisica ma è, ed in modo dilagante, psicologica. Mi rivolgo agli stili di vita che la globalizzazzione ha promosso come favoriti, alla psicosi di donne sempre più belle, di successo e affermate anche quando sono madri, e uomini sempre più belli, di successo e maci. non potendo essere tutti così, i giovani come vivono questo confronto continuo con il mondo dei cosiddetti ADULTI ? Io come genitore sono aperta a iniziare a trovare all’interno delle sedi scolastiche un percorso che aiuti parallelamente noi adulti e i giovani su temi così delicati ma assolutamente fondamentali per una evoluzione umana e sociale più coerente con la natura umana.

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