OpenLab: attrarre i giovani verso la scienza

OpenLab: attrarre i giovani verso la scienza
“OpenLab”, l’Università racconta la scienza: il servizio di educazione e divulgazione scientifica dell’Università di Firenze che racconta e spiega la scienza aprendo i laboratori universitari ai ragazzi delle scuole e fa capire cos’è la scienza attraverso gli esperimenti.

Da qualche anno imperversa tristemente la comprensibile abitudine di molti eccellenti laureati in discipline scientifiche ad abbandonare l’Italia alla conquista di posizioni di prestigio in Paesi stranieri, nota ai più come “fuga dei cervelli”. Di essa conosciamo ormai tutto, ma nessuno si domanda mai che fine abbiano fatto i “cervelli” che non fuggono?

L’Università di Firenze è riuscita a coinvolgere un gruppo di coraggiosi giovanissimi che hanno deciso di “non fuggire” proponendo loro d’investire tempo ed energie in un progetto di divulgazione scientifica chiamato “OpenLab”www.openlab.unifi.it, che fornisce un servizio di didattica in settori scientifici diversi al fine di far conoscere e capire le scienze ai bambini e ragazzi delle scuole (dalla materna alle superiori).

OpenLab offre ai giovani studenti della provincia di Firenze esperienze didattiche che possono essere eseguite sia in classe sia nei laboratori del Polo Scientifico Universitario. Inoltre, organizza o prende parte a eventi di divulgazione scientifica, come “ScienzEstate”, occasione in cui il Polo Scientifico resta aperto ad oltranza consentendo di seguire, liberamente, le numerose attività scientifiche proposte.

L’attività di orientamento scientifico, nonostante un forte impegno dell’Ateneo fiorentino, rischia di non poter esser sfruttata al meglio a causa della penuria di fondi che il Miur mette a disposizione degli istituti scolastici del territorio, per poter accedere al programma formativo che ogni anno OpenLab propone.

Le motivazioni che hanno sostenuto la fondazione del progetto OpenLab ci permettono di capire la sua importanza in ambito educativo, in quanto è ormai nota la necessità di creare un legame fra il mondo universitario e le scuole superiori, per consentire ai maturandi di godere di una proposta d’orientamento universitario chiara ed efficace, affinché possano fare una scelta consapevole per il loro futuro.

Un percorso di orientamento corretto permette di affrontare al meglio un iter studentesco impegnativo – fatto di lunghe nottate di studio scandite dall’immancabile tazza di caffè bollente – non a caso un grande problema è costituito dall’abbandono degli studi universitari, dovuto al fatto che spesso i giovani fanno scelte inconsapevoli in quanto non conoscono appieno l’offerta formativa, soprattutto per ciò che riguarda i Corsi di laurea di ambito scientifico.

Inoltre sarebbe opportuno ricordare che le conoscenze scientifiche basilari dovrebbero essere etichettate come bagaglio culturale dell’individuo – così come avviene negli altri Paesi europei – , a prescindere dal percorso di studi di ciascuno.
E quale modo migliore per far conoscere le scienze se non tramite l’esperienza diretta?
Un passo della “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio dichiara: “Usus efficacissimus rerum omnium magister” ovvero (con libera traduzione): “L’esperienza è la maestra più acculturata su ogni disciplina”.

Come coordinatore dell’area chimica per OpenLab, posso senza dubbio di affermare che gli studenti, durante gli esperimenti che vengono proposti, imparano e si divertono!. Spesso vengono coinvolti in prima persona per far capire loro che, ad esempio, basta del succo di mirtillo e poco altro per costruire una cella solare.
Non è facile descrivere in poche righe tutto ciò che si può imparare dalla scienza, che è tutto quello che ci circonda. Tutti i protagonisti di OpenLab siamo convinti che il progetto è indispensabile per fornire ai giovani una corretta visione del mondo scientifico e che i dissesti finanziari del nostro Paese non devono gravare su un settore fondamentale come la formazione scientifica.

Infine, desideriamo concludere con un interrogativo: possiamo fregiarci del titolo di “Paese civile” se non consentiamo alla divulgazione scientifica di sopravvivere?

http://www.educationduepuntozero.it

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