“Ti nomino, devi bere entro 24 ore”, adolescenti e alcol ai tempi di Facebook

BOLOGNA -«Nominatemi! Ho voglia di golarmi un birrozzo alla goccia!». L’appello di Alessio (i nomi sono tutti di fantasia, ma le storie no) su Facebook verrà presto esaudito e magari non per la prima volta. Scoppia anche a Bologna la moda importata dai paesi anglosassoni della “sfida della nomina”, il gioco rischioso e contagioso del Neknominate, di ingurgitare fino «all’ultima goccia», birra, superalcolici o intrugli vari: chi è “nominato” (Grande Fratello docet) posta sul suo profilo Facebook il video della performance alcolica e un istante dopo “nomina” almeno altri quattro amici e amiche che vengono chiamati a fare altrettanto nelle successive 24 ore, pena la punizione di pagare da bere al “nominante”. Una catena logaritmicamente tendente all’infinito, una sfida fine a se stessa in cui si mostra orgogliosi la propria solitaria esperienza sul web alla comunità degli amici.

Un gioco che si sta diffondendo a macchia d’olio di giorno in giorno e che i carabinieri stanno cominciando a monitorare nell’ignoranza quasi completa di insegnanti e genitori, mentre invece non c’è ragazzino della superiori che non lo conosca, per esperienza diretta o per averne conosciuto le regole e le manifestazioni dai compagni di classe o di web (e ovviamente nessuno ti dice che l’esperienza l’ha fatta di persona). Per conoscerlo, basta partire da una qualsiasi ramificazione che porta a un qualsiasi adolescente di una scuola superiore. Ecco Marco che stappa una Peroni da 33 cc. e la scola in 40 secondi. Ed ecco quel che segue nei commenti: «Ahaahaha illegale!». «Mo st’estate te faccio beve l’equivalente in vodka mica quel piscio de peroni e vediamo se vai in giro a nominà gente». Segue: «Come un mio amico che in gita s’è scolato direttamente dalla boccia una bottiglia di vodka liscia». Segue: «Contavi pure le gocce che bevevi?». Segue: «Dovevi scolarti quella da 0,66 cos’è quella m… di birra?».

C’è Alex che sta al gioco ma a modo suo: si fa vedere in primo piano seduto ad un tavolo e prepara il drink fai da te superproteico con limone, tè, nesquik, miele e un pizzico di autoironia: «Ecco fatto regaz». Un altro beve da una bottiglia di plastica una bevanda bianca, provocando una ridda di commenti sul contenuto, con sigle incomprensibili. Luca trasmette in video il suo ringraziamento per la nomina: «Mi sono deciso a fare questa c… ma non ho birra, mi arrangio con uno spritz». Due fidanzatini di un liceo festeggiano la nomina in birreria, con due pinte di birra. Lei dice: «Non ce la posso fare», ma alla fine finisce la birra d’un fiato anche se dopo di lui, che assicura «a me una birra non basta» e poi via con le nomine compresa quella di una amica, «le ricambio il favore perché mi aiuta in fisica» e stop al video con un bacetto sulle labbra. Sono parecchie le esibizioni in coppia, come quella di due che sembrano appena quattordicenni e quella di un’altra coppia di amici con le solite birre trangugiate in pochi secondi: «Ringrazio chi mi ha nominato per questo mezzo litro di m…», dice strabuzzando gli occhi uno dei due tra le risate dei presenti. Gli risponde Nadia nominata: «Oggi zero, sono ammalata, domani lo faccio». C’è una ragazza che porta la sfida un po’ più in là e si mostra con una tazzona di whiskey e la bottiglia sul tavolo.

In Australia e negli Stati Uniti nelle ultime settimane sono stati decine i ragazzi finiti in coma etilico e una ventina i morti. A Bologna, dopo Milano, comincia l’allarme.

da repubblica.it

Annunci
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...