Archive for the ‘ Edilizia Scolastica ’ Category

Giannini, in due anni interverremo su 20 mila edifici

da tecnicadellascuola.it

Giannini, in due anni interverremo su 20 mila edifici

Alessandro Giuliani

Il Ministro: pronto un piano da tre miliardi e mezzo che senz’altro servirà anche per rilanciare l’impresa perché in ogni territorio ci sarà un cantiere che attiverà un microsistema economico. Poi ricorda il nuovo contratto di apprendistato: ora può essere anticipato prima della fine del percorso scolastico.

Il piano di interventi per l’edilizia scolastica è pronto e rimane di grandi proporzioni. A confermarlo, a nome del Governo, è stato il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, a margine della 69esima assemblea dell’Unione parmense degli industriali dove ha confermato anche l’impegno nel campo della formazione professionale

”Siamo a buon punto – ha detto Giannini – : abbiamo già fatto in questa prima fase una mappatura degli interventi possibili. Nell’arco di un biennio interverremo su oltre ventimila edifici scolastici in tutto il paese. E’ un piano da tre miliardi e mezzo che senz’altro servirà anche per rilanciare l’impresa perché in ogni territorio ci sarà un cantiere che attiverà un microsistema economico”.

Giannini ha poi parlato dell’apprendistato, un altro punto su cui ha puntato forte il Governo: ”dobbiamo lavorare per superare il tema dell’alternanza scuola-lavoro – ha aggiunto – veniamo da una cultura sequenziale dove prima si studia e poi si lavora e questo indubbiamente lo paghiamo. Il secondo importante punto su cui abbiamo operato è il contratto di apprendistato che può essere anticipato prima della fine del percorso scolastico”.

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Di Menna (UIL): Criticità sulle misure per l’edilizia scolastica

Secondo il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna le misure riguardanti l’edilizia scolastica contenute nel decreto approvato alla Camera è positivo, ma con delle criticità.

Le misure approvate “mettono a punto una serie di interventi concreti” e “l’insieme delle risorse stanziate”, ed anche se non rispondono completamente necessità sono “ comunque un provvedimento positivo”

Secondo il sindacalista “continua infatti a mancare  un elemento essenziale di valutazione del rischio e delle conseguenti emergenze da affrontare prioritariamente: l’Anagrafe dell’edilizia scolastica (…), strumento fondamentale sia per la progettazione della tipologia degli interventi che per determinarne le priorità”.

Di Menna ricorda polemicamente che “negli ultimi 5 anni, prima Fioroni,  poi Gelmini, quindi Profumo  hanno assicurato che l’anagrafe era praticamente pronta, nel giro di qualche settimana sarebbe stata operativa: stiamo ancora aspettando, e non vorremmo che la secretazione di quanto sin’ora fatto serva a nascondere imperdonabili negligenze a livello locale dell’amministrazione del MIUR o, peggio ancora, a favorire una distribuzione delle risorse non correlata alla stato dell’effettivo disagio edilizio, ma ad altre logiche che, con questo, non hanno nulla a che fare”.

Inoltre il decreto assegna le risorse per gli interventi di risanamento nelle scuole alle Regioni.

Il testo prevede una serie di adempimenti e scadenze stringenti, ma “La mancata presentazione delle richieste da parte delle Regioni si ripercuote sugli alunni. Per questo – aggiunge Di Menna – va previsto un intervento di surroga dello Stato in caso di enti inadempienti”.

Occorre insomma “prevedere la figura di un commissario ad acta che, in caso di inottemperanza degli enti, porti a buon fine gli interventi finanziati e cantierabili”.

 

da orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

13 miliardi di euro per mettere in sicurezza le scuole. La scuola italiana divisa tra innovazione e rischio calcinacci

Si tratta della cifra approssimativa che il neo Ministro Carrozza dovrà chiedere al Ministro dell’economia per far fronte alle promesse fatte a poche ore dalla sua nomina.

“Sicuramente vorrei portare impulso alla scuola, partendo dall’edilizia scolastica”, ha affermato la Carrozza, che tradotto si traduce in un intervento che coinvolgerebbe 57 mila edifici scolastici e uno stanziamento consistente di fondi : circa 13 miliardi di euro.

Costi elevati, che sarano, in parte coperti con i fondi europei (almeno per il Sud, per i quali i FSE sono stati stanziati), ma che non potranno certo bastare.

Resta, comunque, l’emergenza di una scuola spaccata tra l’esigenza di innovarsi, digitalizzarsi e la necessità di evitare che i soffitti cadano sulla testa di alunni e docenti.

“Innanzitutto la scuola – ha affermato il segretario dello SNALS, Nigi – ha bisogno di una modernizzazione, però bisognerebbe prima portare in sicurezza le scuole; cosa che non viene fatta regolarmente per mancanza di fondi; però questa non è una scusa plausibile”.

Contemporaneamente si cerca di mettere insieme le due esigenze, grazie alle linee guida che il MIUR ha emanato nei giorni scorsi relativamente all’edilizia.

L’obiettivo è un nuovo modo di organizzare gli spazi in modo da superare l’idea della lezione frontale, ma pensando a spazi modulari, più adatta a nuove metodologie della didattica che includano anche gli strumenti informatici.

Linee guida che sono anche un nuovo progetto, con lo stanziamento, di 38 milioni da destinare alla costruzione di nuove scuole attraverso lo strumento del fondo immobiliare.

Cifre importanti, ma che rischiano di restare una goccia nel mare delle urgenze.

da orizzontescuola.it

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

La scuola che crolla, i casi di Ciampino e Napoli

UNA SCUOLA PUBBLICA SEMPRE PIÙ POVERA CROLLA

Il crollo del solaio della scuola primaria M. Polo di Cardito

UNA SCUOLA PUBBLICA SEMPRE PIÙ POVERA CROLLA A CAUSA DELLE POLITICHE SULLA
FORMAZIONE DEGLI ULTIMI ANNI

Ancora un episodio drammatico, che per puro caso non si è trasformato in
tragedia, ha colpito la scuola campana.

Il crollo di parte del solaio di un’aula della scuola primaria Marco Polo di
Cardito durante le lezioni, che ha provocato il ferimento di due maestre e
di due bambini, è lo specchio della politica che da anni, in particolare
quelli del Governo Berlusconi, non considera più la scuola pubblica come un
bene comune da salvaguardare e valorizzare, per la sua decisiva funzione per
la crescita dei giovani e per lo sviluppo del Paese. La “cura” che la
formazione pubblica ha ricevuto in questi anni è stata devastante, in
particolare nel Mezzogiorno d’Italia, con un impoverimento senza precedenti,
tagli indiscriminati di risorse finanziarie e di personale, riduzione del
tempo scuola e di insegnamenti indispensabili, con sempre meno strumenti per
dare la dovuta attenzione alle esigenze dei più deboli.

In questo quadro, la sicurezza degli edifici scolastici è passata sempre più
agli ultimi posti, diventando un “optional”. Né lo Stato, né la Regione e
gli Enti locali hanno affrontato seriamente una problematica che ha a che
fare con il grado di civiltà di una nazione, in una realtà regionale dove la
maggioranza dei plessi non è a norma di sicurezza, con quasi sempre aule
strapiene di ragazzi proprio a causa dei tagli effettuati, con la messa a
rischio dell’incolumità fisica degli alunni e dei lavoratori.

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Edilizia scolastica nel rapporto Censis 2012

Il quadro che il Censis dà nel suo “46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese/2012” è di una edilizia scolastica divisa tra “problemi di obsolescenza e ricerca di nuove modalità di realizzazione”.

Degli oltre 36mila edifici scolastici censiti, il 30% risale a prima del 1960 e il 44% è stato costruito negli anni ’60 e ’70, quindi in una fase in cui temi come la sicurezza antisismica erano ancora poco presenti nella legislazione. Solo un quarto degli edifici (in Liguria appena il 13%, in Piemonte il 17%) è stato realizzato negli ultimi tre decenni. Anche in questo caso dobbiamo fare i conti con edifici e attrezzature pubbliche realizzati rapidamente e spesso in modo inadeguato.

Il 33,5% delle scuole italiane non possiede un impianto idrico antincendio, il 50,7% non dispone di una scala interna di sicurezza, la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico manca in circa il 40% dei casi. Solo il 17,7% degli edifici è provvisto del certificato di prevenzione incendi, con divari regionali notevoli: è presente nel 36% delle scuole dell’Emilia Romagna e appena nel 4,6% di quelle della Sardegna.

da Orizzontescuola.it

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

24 Novembre: al posto dello sciopero perchè non parliamo di Edilizia Scolastica?

Come molti di voi sapranno, per il 24 novembre è stato indetto uno sciopero dai maggiori sindacati italiani. Tali sindacati si stanno organizzando anche per dare linee guida ed indicazioni su come gestire ed organizzare questo giorno di protesta. Al seguente link potete trovare un approfondimento in merito:

http://www.orizzontescuola.it/news/24-novembre-2012-sciopero-della-scuola-come-prepararlo

e di seguito il documento congiunto delle sigle sindacali

http://banner.orizzontescuola.it/documento_ragioni_obiettivi_sciop_241112.pdf

Molti docenti tuttavia manifestano sempre più spesso il loro malcontento nei confronti della forma di protesta dello sciopero, per vari motivi, da quelli di ordine economico a quelli di motivo ideologico. A tal proposito avanzo, a titolo personale, una proposta: che ne dite di approfittare del 24 novembre per parlare in classe di edilizia scolastica ai ragazzi? Non dunque uno sciopero ma una intera giornata dedicata al tema in questione, con eventuale incontro pomeridiano e/o serale coi genitori? Che ne pensate? Di seguito qualche link interessante in merito al tema dell’edilizia scolastica.

Il 23 e 24 novembre in 5mila istituti scolastici in tutta Italia a lezione di sicurezza e salute

Cittadinanzattiva presenta il X rapporto sulla sicurezza nelle scuole: dati sconfortanti ma 116 milioni di euro sono in arrivo dallo Stato

8X100 all’edilizia scolastica e salvaprecari

Secondo Legambiente il 50% delle scuole italiane non ha il certificato di agibilità

Sicurezza nelle scuole “è ormai un’emergenza nazionale”: Guariniello si appella a Profumo. A Sud il 52% degli edifici necessita di interventi

Per edilizia scolastica ANCI propone fondi immobiliari. Cittadinanzattiva chiede una Anagrafe nominativa e pubblica

Rapporto nazionale sull’edilizia scolastica: un quadro desolante sulla sicurezza delle nostre scuole

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina