Archive for the ‘ Normative e Riforme ’ Category

La riforma: tutti gli articoli

Renzi ha presentato alle ore 10 le linee guida del Piano Scuola. Solo su OrizzonteScuola.it I CONTENUTI. La pagina sarà aggiornata costantemente, man mano che analizzeremo il documento. Tienila d’occhio 😉
Anief. bene assunzioni ma Gilda Giù mani da scatti Cobas. Ok assunzioni PRC: No scuola azienda UdS Mobilitazione M5S: Assunzioni in 3 anni  Centemero (FI) Preoccupata coperture

Per commentare la riforma

Carriera dei docenti, scatti stipendiali

Il docente Mentor si occuperà di valutazione e formazione docenti. Leggi tutto

IL MERITO: nuovo funzionamento scatti stipendiali. Aumenti di stipendio solo per il 66% dei docenti. Vai all’articolo

Renzi lega la mobilità alla carriera. Leggi l’articolo

Precariato nuova formazione e nuovo reclutamento

Nel 2015/16 90% va alle Graduatorie ad esaurimento: 148mila assunti. Vai all’articolo

Rivoluzione supplenze brevi. Ci penseranno i docenti dell’organico funzionale. Vai all’articolo

Linee guida. Piano di assunzioni: precari assunti ma senza cattedra per supplenze e potenziamento offerta formativa. Vai all’articolo

Linee guida Renzi. Dopo 2016 assunzioni solo da concorso e per abilitati. Come sarà il 3 + 2?Vai alla pagina

Linee guida. Piano di assunzioni: precari assunti ma senza cattedra per supplenze e potenziamento offerta formativa. Vai al pezzo

Linee guida. Graduatorie provinciali, come si esauriranno. Nuovo concorso 2015 con nuove regole. Vai al pezzo

Graduatorie di istituto: sarà abolita terza fascia. Rimane una sola fascia per abilitati. Vai al pezzo

Reclutamento Dirigenti

Reclutamento Presidi: nuovo corso – concorso entro dicembre 2014. Basta reggenze! Vai all’articolo

Valutazione scuole

Sarà anche per le paritarie

 10.31. Le linee guida

10.05 L’intervento di Renzi appena concluso

Vi propongo un anno di tempo per rivoluzionare la scuola italiana, per darle importanza. Ripensare nei prossimi 12 mesi su come si investe nella scuola, costruiremo i prossimi 20 anni.

Ruolo insegnanti

Basta precari e supplentite. Ma si devono giudicare gli insegnanti e sugli scatti su base merito e non anzianità

I programmi, una campagna di ascolto dal 15 settembre al 15 novembre perché ogni studente dica di cosa vuole parlare nella scuola. Educazione fisica, storia dell’arte e musica, per iniziare.

Organizzazione gestionale

Investire su tecnologia. Presidi veramente autonomi.

Oggi proponiamo il rapporto della scuola italiana, la campagna di ascolto

Con la legge di stabilità metteremo più soldi nella scuola, un investimento per il futuro

Da gennaio i provvedimenti normativi, perché si deve iniziare a fare sul serio, provando a cambiare la nostra mente e mettere la scuola al centro.

Vi chiedo un aiuto, una mano, disegnamo insieme la scuola che verrà.

 

Ore 09.45. Renzi: Il primo snodo sarà contenuto nella legge di Stabilità che dovrà prevedere il finanziamento del piano straordinario di assunzioni a decorrere dall’anno scolastico 2015-16 di tutti i precari storici iscritti nelle graduatorie a esaurimento aggiornate a luglio 2014 e dei vincitori e idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012.

Il primo snodo sarà contenuto nella legge di Stabilità che dovrà prevedere il finanziamento del piano straordinario di assunzioni a decorrere dall’anno scolastico 2015-16 di tutti i precari storici iscritti nelle graduatorie a esaurimento aggiornate a luglio 2014 e dei vincitori e idonei dell’ultimo concorso bandito nel 2012.

Ore 09.43. Renzi: precari saranno assunti gradualmente. 150mila
AGI. “Sono 150.000” e “lavorano gia’ molto di piu’ dell’orario di cattedra”. Renzi piu’ che di riforma preferisce parlare di “patto educativo” e spiega: “facciamo le assunzioni gradualmente, ma intanto cambiamo le regole introducendo criteri meritocratici, selezionando gli insegnanti, dando al preside il potere di scegliere chi ritiene piu’ bravo, questa per me e’ la vera rivoluzione” E ancora, anticipando le linee guida che saranno illustrate oggi: “Dobbiamo recuperare maggiore spazio per alcuni insegnamenti come l’educazione civica, artistica e quella fondamentale della lingua inglese”.

Ore 0917. Le tappe del provvedimento secondo il Corriere della sera
Vai al calendario

Ore 09.16 ADIDA 
Aspettando la “riforma”… una polpetta avvelenata? Il comunicato

Ore 9.10. 11 i nodi da sciogliere secondo il Corriere della sera

  1. organico funzionale
  2. il superamento delle supplenze brevi;
  3. l’ampliamento delle classi di concorso
  4. la nuova procedura di abilitazione dei docenti;
  5. il ripensamento dello stato giuridico del docente
  6. le risorse per il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa;
  7. il rafforzamento del ruolo dei presidi con maggiore autonomia delle scuole;
  8. le nuove competenze dei ragazzi;
  9. le regole per l’ingresso dei privati nelle scuole;
  10. la semplificazione delle regole per la procedura di alternanza scuola-lavoro e infine
  11. la revisione delle procedure amministrative potenziando la digitalizzazione degli uffici e delle segreterie.

Ore 9.00. Riforma della scuola. 20 miliardi per l’istruzione
E’ quanto ha affermato il premier durante una intervista al Sole 24 ore. Leggi tutto

Intanto leggi le nostre ricostruzioni di contenuti http://goo.gl/b9Rp1K

da orizzontescuola.it

 

Precari assunti ma senza cattedra?

Tra gli obiettivi delle linee guida, esaurire le graduatorie. Ma, leggiamo nel testo “alcuni copriranno posti scoperti, altri una posizione funzionale che consentirà di potenziare l’offerta formativa.” Vediamo insieme le importanti novità proposte.

Cattedre scoperte

Anzitutto, dei quasi 150mila precari delle GAE, circa 50mila saranno assunti per coprire le cattedre attualmente scoperte. Su cui ogni anno lo Stato assume decine di migliaia di supplenti con contratti annuali. Verrà eliminato in questo modo il precariato di persone qualificate e con esperienza di insegnamento che lo Stato ogni anno “rimanda a settembre” invece di entrare pienamente nella scuola.

Nuova offerta formativa

Ci sono, poi, i docenti iscritti nelle stesse GAE per una delle classi di concorso afferenti alle materie di musica, storia dell’arte e sport  complessivamente circa 18.800 docenti che contribuiranno a rafforzare l’offerta formativa su questi tre fronti importanti:

  • 8.100 educazione artistica e storia dell’arte
  • 5333 educazione fisica
  • 5400 musica

Scuola dell’infanzia e primaria

Nelle GAE risultano poi circa 80mila docenti iscritti per la classe di concorso dell’infanzia o della primaria: circa 20 mila serviranno per coprire le cattedre scoperte (rientrano nei 50mila menzionati prima). Mentre i restanti 60mila saranno utilizzati come organico funzionale di questi cicli, sostituendo i colleghi nei momenti delle assenze (che nel caso delle primarie, per i periodi brevi, costituiscono in alcuni periodi dell’anno circa il 90% dl fabbisogno complessivo di tutta la scuola italiana) o sostituendo i passaggi più delicati tra i diversi snodi del personale scolastico o rendendo possibile il tempo prolungato e il tempo pieno nelle scuole.

le linee guida

Tutto sulla riforma

 

da orizzontescuola.it

 

Reclutamento Presidi: nuovo corso – concorso entro dicembre 2014

Una parte delle Linee Guida presentate dal Governo Renzi sono dedicate al nuovo corso – concorso per aspiranti Dirigenti Scolastici. Al Dirigente Scolastico va data la possibilità di organizzare meglio il lavoro all’interno della scuola.

Presidi selezionati con cura. L’ultimo concorso (2011) ha registrato una serie di contenziosi e ricorsi in quasi metà delle regioni italiane. In 4 regioni si è arrivati all’annullamento delle graduatorie, con un coinvolgimento del 30% dei candidati rispetto al numero complessivo dei posti banditi.

Si cambia. La selezione dei nuovi Dirigenti Scolastici dovrà avvenire tramite il corso – concorso della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (che forma tutti i Dirigenti dello Stato).

Tempi: il concorso dovrà essere bandito entro la fine del 2014 (non si potrà certo attendere l’assunzione dell’ultimo idoneo nell’ultima regione d’Italia).

La carenza stimata in tutta Italia è di circa 1600 Presidi. Campania, Piemonte, Lombardia, Lazio , sono le zone del paese in cui l’emergenza ha fatto capolino nei quotidiani.

D’altronde – lo ricordiamo anche se le Linee Guida non ne fanno cenno – l’indizione di un nuovo bando di concorso per Dirigenti Scolastici era già un emendamento approvato nel Decreto 58/2014

Già IlSole24Ore aveva anticipato ieri la creazione della figura del preside – manager con un ridisegno degli organi collegiali per distinguere tra potere di indirizzo e potere di gestione (quest’ultimo saldamente in mano ai dirigenti).”

Riforma della scuola. Linee guida, il testo e i nostri articoli

da orizzontescuola.it

 

Il docente mentor si occuperà di valutazione e formazione docenti

Chi è il docente Mentor che fa capolino tra le linee guida che oggi sono state divulgate dal Governo? Tanto somiglia al docente “senior” del quale vi avevamo dato anticipazione.

Il docente Mentor è colui che all’interno della scuola

  1. segue la valutazione,
  2. coordina le attività di formazione degli altri docenti, compresa la formazione tra pari,
  3. sovrintende alla formazione dei colleghi,
  4. accompagna il percorso dei tirocinanti e in generale
  5. aiuta il preside e la scuola nei compiti legati alla valutazione delle risorse umane nell’ambito della didattica.

Il Docente Mentor viene scelto dal Nucleo di Valutazione interno, tra i docenti che per tre trienni consecutivi hanno avuto uno scatto di competenza. Ci sarà un numero particolarmente limitato di docenti Mentor, pochissimi per scuola (o rete di scuole), indicativamente fino ad un massimo del 10% di tutti i docenti. Il Mentor rimane in carica per tre anni e può essere riconfermato

 

Oltre allo stipendio il Mentor riceve anche una indennità di posizione.

Prima di poter attivare il docente Mentor, dovranno trascorrere nove anni, il tempo per l’avvio della nuova progressione di carriera.

Nel frattempo sarà scelto

  1. nei primi tre anni dal nucleo di valutazione in relazione ad una prima documentazione dei crediti e del portfolio
  2. dopo sei ani, tra i docenti che hanno ricevuto per due volte lo scatti stipendiale.

Tutto sulla riforma

da orizzontescuola.it

 

Il nuovo funzionamento degli scatti stipendiali

Nelle linee guida appena emanate dal Governo Renzi, anche la carriera, il merito e la valutazione dei docenti. Qual è la proposta contenuta nel libretto? Come il docente potrà dimostrare quanto vale? Attraverso i crediti didattici, formativi e professionali

Crediti didattici

Si riferiscono alla qualità dell’insegnamento in classe e alla capacità di migliorare il livello di apprendimento degli studenti

Crediti formativi

Si riferiscono alla formazione in servizio a cui tutti sono tenuti, alla attività di ricerca e alla produzione scientifica che alcuni intendono promuovere, e si potranno acquisire attraverso percorsi accreditati, documentati, valutati e certificati

Crediti professionali

Sono quelli assunti all’interno della scuola per promuovere e sostenerne l’organizzazione e il miglioramento, sia nella sua attività ordinaria (coordinatori di classe) sia nella sua attività progettuale.

I crediti saranno inserti  in un porfolio online pubblico

Progressione carriera

Avverrà attraverso un riconoscimento e valorizzazione delle competenze acquisite e dall’attività svolta per il miglioramento della scuola.

Il portfolio del docente è vagliato dal Nucleo di Valutazione interno di ogni scuola, a cui partecipa un membro esterno.

Trattamento economico e progressione carriera

Non ci sarà soltanto l’anzianità di servizio a determinare la carriera dei docenti. Ogni docente avrà uno stipendio base, che potrà essere integrato nel corso degli anni in due modi, complementari e cumulabilità

grazie agli scatti stipendiali ogni 3 anni (scatti di competenza), legati all’impegno e qualità del lavoro;
grazie ad un salario accessorio e variabile per lo svolgimento di ore e attività aggiuntive ovvero progetti legati alle funzioni obiettivo o competenze specifiche (BES, VALUTAZIONE, POF, ORIENTAMENTO, INNOVAZIONE TECNOLOGICA)

Come funzionano gli scatti di competenza?

Ogni 3 anni due terzi (66%) di tutti i docenti di ogni scuola (o rete di scuole) avranno diritto ad uno scatto di retribuzione.

Si tratterà del 66% di quei docenti della singola scuola o rete ch e avranno maturato più crediti nel triennio precedente

Come funzioneranno i nuovi scatti stipendiali?

Tutto sulla riforma

da orizzontescuola.it

 

“La buona Scuola”, video annuncio di Renzi e documento di linee guida

La buona scuola

Scarica PDF “La buona Scuola” integrale Scarica PDF “La buona Scuola in 12 punti”

Per partecipare >> http://labuonascuola.gov.it/

Non una riforma, non un adempimento burocratico, non un libro dei sogni.

Un patto, semplice e concreto.

L’Italia cambierà solo se noi metteremo al centro la scuola.

Noi possiamo mettere al centro la scuola solo se lo facciamo assieme agli studenti, ai professori, ai dirigenti scolastici, alle famiglie, al personale tecnico.

Il Parlamento può cambiare una legge. La scuola può cambiare un Paese.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte, cambiando tutte le leggi che vanno cambiate.

Ma vi proponiamo di aiutarci a cambiare il Paese.

Come?

Molto semplice.

Qui trovate il rapporto sulla scuola, con le idee del Governo.

Dal 15 settembre al 15 novembre andremo scuola per scuola, aula per aula a raccogliere le vostre opinioni. Scriveteci, criticateci, diteci la vostra. Coinvolgetevi. Sono anni che fanno le riforme passando sopra la vostra testa. Stavolta, no. Vogliamo affrontare questa sfida insieme.

Noi vi proponiamo i dodici punti che trovate nell’elenco allegato: mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti tutti per la scuola. Trovate i singoli punti nel documento allegato. Leggetelo, approfonditelo, discutetelo.

Poi nella legge di stabilità entro l’anno mettiamo i soldi che servono, per questo progetto e per l’edilizia scolastica. Da gennaio i testi di legge. Il 2015 – dopo una lunga discussione – diventa l’anno della sfida.

Vi propongo un patto, un patto educativo.

Noi sul tavolo mettiamo le idee che vedete e tutto il coraggio che abbiamo, per evitare il coro di lamentela dei rassegnati e dei cinici che già dicono: “Tanto non cambia mai nulla”

A voi chiedo di essere protagonisti e non spettatori.

Chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola. Renderla più giusta e più rispettata è il nostro obiettivo. Lo facciamo insieme?

Matteo Renzi

matteo@governo.it

 

Inizio anno scolastico. La predisposizione del Piano annuale delle attività dei docenti ha natura di atto bilaterale

La predisposizione del Piano annuale delle attività dei docenti rientra tra le prerogative del Dirigente Scolastico e nell’ambito del suo potere organizzatorio; tuttavia la sua determinazione non è un atto unilaterale tant’è che lo stesso D.Lgs. n.150 del 2009 (cosiddetto decreto Brunetta) emanato in attuazione della Legge n.15 del 2009, ha lasciato invariate le competenze spettanti agli organi collegiali.

L’art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001 dedicato esclusivamente ai dirigenti delle istituzioni scolastiche non risulta essere stato modificato da nessun intervento del legislatore; i commi 2 e 4 indicano che “il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istruzione, (…) . Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione”(comma 2); “spetta al dirigente l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale”(comma 4).

Sulla determinazione del Piano annuale delle attività si è pronunciata, con la Nota n.9895 del 6 marzo 2013, l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Venezia alla quale era stato richiesto un parere in merito alle competenze del Dirigente Scolastico e del Collegio dei docenti in materia di elaborazione e approvazione del Piano.

Immutato resta l’iter riguardante la sua realizzazione e gli attori direttamente coinvolti, premesso che, sia l’art.7 del Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, D.Lgs. n.297 del 1994 che definisce la funzione deliberante attribuita al Collegio dei docenti in materia di programmazione dell’azione educativa, che l’art.28 del CCNL, rubricato “attività di insegnamento”, non sono stati modificati dal Decreto n.150 del 2009.

Il Piano che formalizza gli obblighi di lavoro dei docenti, di natura collegiale, complementari e funzionali alle attività di insegnamento, è deliberato dal Collegio dei docenti, “nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa.

Di norma la prassi che concretizza l’approvazione degli impegni relativi a tali attività funzionali, ex art.29 del contratto, avviene all’inizio dell’anno scolastico; consuetudine vuole che tale adempimento sia espletato, a settembre, solitamente nelle prime riunioni collegiali e come espresso nel comma 4 dell’art. 28 del CCNL 2006/2009, comunque“prima dell’inizio delle lezioni”.

Tale documento implica una prima fase di preparazione da parte del dirigente, “sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali”, ed una successiva fase deliberativa dell’organo in parola succitato. Peraltro tale procedura, confermata anche nel parere dell’Avvocatura di Stato n.9895, deve seguirsi anche in caso di successiva modifica del piano (art.28, comma 4), essendo la sua determinazione un atto bilaterale.

Attenzione quindi perché il Piano pur possedendo il principio della modificabilità in corso d’anno, “per far fronte a nuove esigenze”, non può essere modificato unilateralmente da parte del dirigente scolastico ossia non può avvenire di sua sponte. Il Piano è un documento liquido, soggetto a cambiamenti e l’onere di variazione spetta esattamente all’organo che lo ha deliberato.

Il monte ore, quantificato e definito da contratto, ex art.29, rientrante nelle cosiddette attività funzionali all’insegnamento, non risulta intercambiabile: per esempio le ore previste nel comma 3, lett. a) dell’art.29 se non impegnate totalmente non possono essere recuperate come eccedenze di ore dell’altra quota oraria rientrante nel comma 3, lett. b) dello stesso articolo ovvero il contratto prevede che vi sia un rispetto delle due quote orarie (40+40) indicate senza che vi sia alcuna commistione tra di esse.

Il Piano annuale delle attività prevede ai sensi dell’art.29:

fino a n.40 ore annue per la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative;
fino a n.40 ore annue per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse, di intersezione; si precisa che la programmazione di tale monte orario deve tener conto dei docenti con un numero di classi superiori a sei. Sugli impegni rientranti in tale quota, il comma 3, lett. b) dell’art.29 specifica che “gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti” , qui il riferimento implicito sembrerebbe ancora l’art. 7 del D.Lgs. n.297 del 1994 già citato; la necessità di dover definire tali criteri potrebbe rivelarsi utile ai fini di una migliore organizzazione. Parimenti si rammenta che anche il Consiglio di Istituto, ai sensi dello stesso decreto, comma 3 lett. d) art.10, ha competenza nel definire i criteri generali per la programmazione educativa nella quale si inseriscono anche tutte le attività dei docenti funzionali all’insegnamento (le riunioni collegiali servono a monitorare l’andamento didattico-educativo lungo tutto l’anno scolastico). Ritorna quindi l’assunto che la determinazione del piano annuale non può non rispettare le competenze degli organi collegiali così come previsto dall’art.16 del D.P.R. n.275 del 1999 e dall’art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001.
Si ricorda che rientra nelle attività funzionali all’insegnamento lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione. Tali attività non sono computate nelle 40 ore.
Eventuali sforamenti di quote orarie dovranno essere retribuite come ore aggiuntive e non sono in nessun modo obbligatorie avendo i docenti, già assolto con il superamento delle 40+40 ore, agli obblighi contrattuali. Di conseguenza qualsiasi ordine da parte del dirigente scolastico volto ad imporre lavoro supplementare è da ritenersi illegittimo.

Sul lavoro straordinario si era già espressa una Sentenza della Corte di Giustizia europea Sezione V dell’8 febbraio 2001 a proposito della Direttiva del consiglio del 14 ottobre 1991, 91/533/CEE, pronunciandosi sul fatto che l’obbligo dello straordinario per essere tale deve risultare come elemento essenziale del contratto: «il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore dipendente una clausola avente la natura di elemento essenziale del contratto o del rapporto di lavoro in forza della quale quest’ultimo è obbligato a prestare lavoro straordinario dietro semplice richiesta del datore di lavoro». Anche la sentenza n.32917 del 2007 del giudice del lavoro di Napoli si è pronunciata su tale argomento asserendo che superare il monte ore previsto dall’art.29 comporta il pagamento dello straordinario.

Infine se si è detto che il Piano annuale delle attività è un documento la cui definizione richiede la competenza degli organi collegiali, l’art.25 del D.Lgs. n.165 del 2001 ribadisce il concetto che al dirigente scolastico spetta agire nel “rispetto degli organi collegiali scolastici”, principio che successivamente l’antesignano D.P.R. n.275 del 1999 aveva già affermato nell’art.16, sulla base di tali norme, è utile ricordare anche un’altra precisazione contenuta nel parere dell’Avvocatura di Stato n.9895 del 2013; in esso si richiama la nota ministeriale n.2792 del 2011, nella quale a proposito delle prove INVALSI si rende esplicito che tali attività di somministrazione e correzione delle prove, anche se a carattere ricorrente, richiedono di essere contemplate tra gli impegni aggiuntivi dei docenti, ma soprattutto nella nota ministeriale si ribadisce che tale “partecipazione, anzi il concorso istituzionale, alle rilevazioni periodiche di sistema” necessita di essere inserita all’interno del Piano annuale delle attività, “predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal collegio dei docenti, ai sensi dell’art.28 comma 4 del vigente CCNL”.

Da quanto detto si ricava che la competenza di definizione del Piano, pur essendo intervenuto il D.Lgs. 150 del 2009, resta ancora un compito demandato al dirigente ma in concomitanza con l’organo collegiale espressamente citato nel CCNL alias il collegio dei docenti.

A proposito sarebbe interessante vedere quanti piani annuali tengano conto delle Prove INVALSI e quanto queste ultime siano considerate alla stregua di “impegni aggiuntivi dei docenti” visto che la nota 2792/2011 dice che il Piano “non può non contemplare[li]” , chiarendo in modo esplicito che “ferma restando l’assoluta pertinenza sotto il profilo giuslavoristico con le mansioni proprie del profilo professionale, il riconoscimento economico per tali attività potrà essere individuato, in sede di contrattazione integrativa di istituto, ai sensi degli artt. 6 e 88 del vigente CCNL. Ovviamente anche le funzioni deliberative del collegio dei docenti devono essere esercitate nel rispetto del ruolo del concorso istituzionale che l’ordinamento scolastico assegna alle scuole nell’ambito del Servizio nazionale di valutazione”.

E’ opportuno quindi ricordare che se le competenze deliberative del piano restano immutate si deve anche sottolineare che i docenti non sono meri esecutori di piani annuali, ma piuttosto professionisti che concorrono alla determinazione, nel rispetto degli obblighi contrattuali, di tutte le attività da loro poi materialmente svolte.

di Katjuscia Pitino

 

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