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Il programma di Bersani per la scuola in 7 punti: dall’organico funzionale alla cancellazione del Maestro unico

Pare quanto mai sospetto che si parli di scuola UN giorno prima delle primarie, come dire: l’ultima (inutile?) cartuccia ad un armamentario stanco e prevedibile. Di seguito, in ogni caso, i sette punti dell’eptalogo bersaniano in tema di scuola. Proviamo a fare un quiz: quale è l’ottavo misterico punto che manca? Chissà, forse il buon Bersani sarà stato colto dalla dogmatica pitagorica, oppure da un ben più scialbo impeto varroniano, ma la sostanza non cambia: i punti sono sette. Eccoli (alla fine la soluzione al quiz. Ah, precisiamo, non si vince nulla, se non un pò di amarezza!).

“Perché l’istruzione torni ad essere il grande ascensore sociale di cui l’Italia ha bisogno, – ha dichiarato Bersani – il luogo di formazione della coscienza civica dei cittadini”, occorre:

  1. Assegnare un organico funzionale stabile per almeno un triennio ad ogni scuola.
  2. Un piano pluriennale per estendere la rete di asili nido e raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura dei posti imposto dall’Europa.
  3. Cancellare il Maestro unico della Gelmini per riportare in vetrina i gioielli di famiglia del sistema scolastico italiano: tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze nella primaria.
  4. Scuole aperte tutto il giorno, per permettere agli studenti di studiare a scuola da soli o in compagnia, per fare sport, musica e teatro. Perché le scuole diventino il cuore di quartieri e città.
  5. Lotta alla dispersione scolastica, perché nessuno sia lasciato indietro. Dimezzare la dispersione come chiede l’Europa 2020 richiede interventi mirati, percorsi individualizzati, tempi distesi per l’apprendimento.
  6. Un piano straordinario per l’edilizia scolastica. Oggi il 64% delle scuole non rispetta le norme di sicurezza. E’ una vera emergenza nazionale. Servono interventi urgenti: – allentare il patto di stabilità interno per quegli enti locali che investono nella ristrutturazione o nella edificazione di nuove scuole, incentivando la costruzione di scuole con ambienti di apprendimento innovativi ed eco sostenibili.
    -rifinanziare la nostra legge 23, che permetteva un’accorta pianificazione degli interventi di concerto con gli enti locali
    – offrire ai cittadini e alle cittadine la possibilità di destinare l’8 x mille dello Stato, in modo mirato all’edilizia scolastica.
  7. Bilanciare l’istruzione e la formazione tecnica e professionale, perché siamo stati un grande paese industriale, quando abbiamo avuto i grandi periti industriali.

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

 

Soluzione: l’ottavo punto sono le assunzioni, tema tabù di ogni governo. Sarà che ci si accorga, tardivamente, di cosa sia il fiscal compact?

Risposta di Bersani all’intervento di Monti a Che tempo che fa

Dopo le affermazioni poco felici del Premier Monti alla trasmissione di Fazio sull'”indisponibilità” da parte dei docenti di lavorare gratuitamente e sull’accusa di corporativismo, il conduttore televisivo affida la replica a Bersani.

Dopo Monti, Fazio dovrebbe invitare un insegnante
Gli insegnanti sono importanti perchè trasmettono il senso dello Stato

Le e-mail giunte alla redazione di Rai3 devono essere state davvero tante e Fazio ha colto la palla al balzo dell’ospite Bersani per metterci una pezza.

“Ieri, qui, il Presidente Monti – ha affermato Fazio – ha detto una cosa che ha suscitato molto scalpore, siamo stati immersi da e-mail e messaggi twitter. Il presidente ha detto di aver incontrato resistenze corporative in tutto il paese. Ad esempio ha detto che anche nella scuola, i docenti, rifiutandosi di fare due ore in più, hanno impedito di liberare risorse per la scuola. Molti insegnanti si sono inferociti…”.

“Io penso questo – ha risposto Bersani – errori sulla scuola se ne son fatti tanti, anche noi ne abbiam fatto qualcuno, però, l’ho detto anche in Parlamento,     non si può accettare che ogni sei mesi arrivi uno schiaffo alla scuola né in termini materiali né in termini immateriali, come queste affermazione un po’ sbrigative”.

“Ne avremo più bisogno nel futuro della scura rispetto ad oggi. – ha continuato – E non solo perché c’è bisogno di conoscenza, perché non c’è competitività, ma per un motivo più di fondo: oggi la nuova generazione è sommersa dalle informazioni, ma l’informazione non è conoscenza. La conoscenza ha bisogno di scaffali dove mettere l’informazione, l’unico falegname per fare questo scaffale è l’insegnante. Se non ha i soldi per pagarli come nel resto d’Europa, però almeno considerane il ruolo, la dignità, l’importanza e il rilievo.

“Credo che sullaa scuola – ha concluso – la prossima legislatura dovrà fare un’operazione quasi costituente: fermiamoci un attimo, ragioniamo assieme e vediamo come può essere messo in stabilità un sistema che in questo momento è troppo barcollante qualche volta, mentre aumenta la dispersione scolastica, 15.000 iscritti in meno all’università perché le famiglie non hanno i soldi.”

da Orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina