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Il “disastro annunciato” dei concorsi a cattedre

La legge di stabilità per il 2013 ha ridotto drasticamente i compensi per presidenti e commissari che non possono neppure optare per l’esonero dall’insegnamento. Se non si cambiano le regole i concorsi pubblici diventeranno una chimera.

La Tecnica della Scuola

 

Sulle prevedibili difficoltà nell’espletamento delle procedure concorsuali la nostra testata era intervenuta già nei mesi passati per mettere in evidenza i problemi strutturali che stavano alla base di un vero e proprio “disastro annunciato”.
Le prime avvisaglie c’erano state già nei mesi di dicembre e gennaio quando molti Uffici scolastici regionali iniziarono a invitare ripetutamente le scuole a “reclutare” commissari di concorso.
Ma che la situazione sarebbe stata difficile, anzi difficilissima lo si è capito esattamente il 1° febbraio e cioè quando il Miur firmò una ordinanza per autorizzare gli uffici scolastici regionali a nominare come commissari chiunque si fosse dichiarato disponibile ad accettare l’incarico.
Il disastro è tutto legato ai commi 46 e 47 dell’articolo unico della legge di stabilità che ha rivisto i compensi previsti per i componenti delle commissioni dei concorsi a cattedra che erano regolati in precedenza dall’articolo 404 del “vecchio” TU del 1994.
A seconda del numero dei candidati e del numero di sedute necessarie per portare a termine l’intera procedura concorsuale i compensi potevano variare da 850 euro circa fino a 6.800; nel caso in cui il componente della commissione chiedesse l’esonero dal servizio il compenso veniva azzerato.
Con la legge di stabilità, però, i compensi sono stati drasticamente ridotti: 251 euro per il presidente, 209 per i componenti di commissione e 0,50 euro di “compenso integrativo” per ciascun elaborato o candidato esaminato, con la precisazione che in ogni caso il compenso complessivo non può eccedere l’importo di 2.051,70 euro (aumentato del 20% per i presidenti).
Ovviamente non c’è neppure bisogno di precisare che stiamo parlando di compensi lordi (il netto è pari più o meno alla metà).
Non solo, ma in precedenza si poteva optare per l’esonero dall’insegnamento per tutta la durata dei lavori della commissione, mentre la legge di stabilità ha cancellato questa possibilità.
Senza considerare che ormai i dipendenti statali non possono più essere autorizzati all’uso del mezzo proprio (e se vogliamo essere tignosi bisogna anche dire che se si utilizzano i mezzi pubblici non si ha neppure il diritto ad ottenere il rimborso dei biglietti degli autobus urbani).
A questo punto non c’è da stupirsi che non si trovino insegnanti disposti a lavorare a queste condizioni.
Ma il dato più drammatico di cui poco si sta parlando è forse un altro: se le regole di “ingaggio” di presidenti e commissari non verranno cambiate d’ora in poi il reclutamento dei docenti potrebbe essere affidato non a professionisti seri e preparati ma a chi sarà disposto a lavorare per quattro spiccioli.

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

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Concorso: Il peso delle idee: miti leggende e storie

Con “Miti, leggende e storie della scienza”, la XVIII edizione del Concorso “Il peso delle idee”, il Museo della Bilancia vuole stuzzicare la curiosità (e l’intelligenza) di insegnanti ed alunni!

L’intento principale è quello di diffondere una cultura di tipo scientifico anche nel legame tra scienza e fantascienza ripercorrendo le storie dei supereroi, dei fumetti e dei film di fantascienza più conosciuti.

Le proposte di attività presentano sempre un aspetto ludico e ricreativo e lasciano ampio spazio alla creatività del gruppo classe. Esse sono tarate sulle differenti età dei ragazzi e si propongono di partire dai cartoni animati, fumetti ecc. che caratterizzano l’infanzia dei bambini per analizzare le leggi che regolano l’universo dei supereroi.

Il concorso è rivolto a tutti gli ordini scolastici, dalle scuole d’infanzia alle scuole superiori e gli elaborati richiesti si differenziano per difficoltà in base all’età degli alunni.
In palio ricchi premi in denaro per le classi vincitrici!

Le iscrizioni sono state prorogate a sabato 23 febbraio 2013.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.museodellabilancia.it

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Concorso Docenti: compensi miserabili per le commissioni giudicatrici (da 200 a 250 euro)

Gentilissimi, sono un preside di Liceo da poco in pensione.Sono stato sorteggiato quale presidente di commissione giudicatrice concorso a cattedra. Sto meditando di dare forfait. Come me tantissimi altri colleghi. Ho letto che mancano presidenti e commissari, che il MIUR ha riaperto i termini per l’inoltro delle domande di partecipazione, che addirittura ha dato mandato ai Direttori Generali di nominare degli “esperti di
comprovata esperienza nelle materie del concorso”.

Ma al MIUR ci sono o ci fanno? hanno capito o fingono di non capire la ragione della mancanza di presidenti e commissari ? Un esperto di comprovata esperienza, contattato da un Direttore generale, cosa credete che farà una volta conosciuta la cifra del compenso ? Di certo si metterà educatamente a sorridere, declinando l’invito. Pensate un po’: compenso base lordo per presidente euro 251,00, per commissario 209,24; compenso integrativo per presidente e commissario 0,50 centesimi per ogni elaborato corretto o candidato esaminato.Tale cifra sbalorditiva è dimezzata per le sottocommissioni.

Una vergogna! Altra balordaggine: i presidenti/presidi non sono esonerati dal servizio giornaliero presso le loro scuole. Ora, mi chiedo e chiedo al Ministro Profumo, al Governo di cui fa parte e ai Sindacati (responsabili del trattamento men che vietnamita del personale della Scuola) se conoscono qualcuno disposto a sobbarcarsi a mesi e mesi di correzione elaborati e di interrogazioni per una paga così ” irrisoria e lesiva della dignità etica e professionale dei componenti” delle commissioni giudicatrici. Per non parlare della valanga di ricorsi che certamente saranno presentati e che il presidente dovrà fronteggiare.

Un’ultima considerazione all’acido prussico: compensi così offensivi probabilmente discendono dalla considerazione che le commissioni, secondo il MIUR, integrano o possono integrare con mazzette sottobanco. Coi più cordiali saluti

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Concorsone fatale per i maestri. Il ministero: “Alunni e prof, stessi risultati”

La prima prova superata solo dal 19% negli asili e dal 23 nelle elementari. La valutazioni dell’Istruzione: “I risultati per regione dei prof ricalcano curiosamente le rilevazioni sugli studenti del test Ocse-Pisa”

Quiz del concorsone a cattedre particolarmente ostico per gli aspiranti maestri. Va decisamente meglio per i futuri docenti di scuola media e superiore. E, a sorpresa, i dati regionali della prova sostenuta lunedì e martedì scorsi da oltre 264 mila aspiranti insegnanti vanno di pari passo con le performance degli alunni nei test Invalsi. Vuol dire che se al Sud gli alunni fanno male è anche colpa di maestri e prof poco preparati? Una tabella, quella pubblicata da viale Trastevere, che non mancherà di creare polemiche. Pochi minuti fa, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato un ulteriore monitoraggio sulla fase preselettiva del  concorso che dopo 13 anni di attesa mette in palio 11.542 cattedre. E le sorprese non mancano.
Il quizzone di 50 domande di logica, comprensione del testo, informatica e lingua straniera, da svolgere in 50 minuti, è risultato particolarmente difficile a coloro che concorrono per le cattedre di scuola materna ed elementare. I primi sono riusciti a staccare il biglietto per gli scritti in appena 19 su cento. Mentre i secondi hanno fatto un po’ meglio: quasi 23 per cento di ammessi. Il test è risultato abbastanza abbordabile agli aspiranti prof di scuola media e superiore. Ma sono i primi a battere ogni record col 48,5 per cento di ammessi agli scritti. Anche i colleghi delle scuole superiori fanno abbastanza bene: conquistano il diritto di svolgere le prove scritte in 45 su cento.
“I dati confermano dunque che i test hanno selezionato comunque delle competenze e non sono stati una semplice lotteria”, dichiarano dal ministero. Ma non solo. “Su base regionale, le percentuali di ammessi al concorso  –  proseguono da viale Trastevere  –  seguono curiosamente l’andamento dei risultati delle rilevazioni sugli apprendimenti degli studenti Ocse PISA 2009. Il tasso di ammissione dei candidati insegnanti aumenta nelle stesse zone d’Italia in cui sale la curva Ocse che indica una maggiore preparazione degli studenti. Emerge dunque una correlazione diretta tra la bravura degli studenti e la capacità dei candidati di superare i test, quindi tra studenti più preparati ed aspiranti docenti più preparati”.
E’ la prima volta che in Italia è possibile testare le “competenze” degli insegnanti  –  o dei futuri insegnanti  –  con un test uguale per tutte le regioni. E, se i numeri hanno un senso, la tabella pubblicata poco fa dal ministero  –  che correla le performance degli studenti con quelle degli insegnanti  –  dimostrerebbe le migliori capacità di insegnamento dei docenti settentrionali e dell’Italia centrale, che hanno superato il test in 40 su cento, rispetto ai colleghi meridionali, che si sono dovuti accontentare di un “misero” 27,4 per cento.

da Repubblica.it

Concorso, più bravi i candidati prof di medie e superiori

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Riflessioni a margine del Concorsone

Speranze e tecnologia, la carica dei 320mila

Scuola, oggi il concorsone voluto dal ministro Profumo. Si parte con la prova preselettiva: 50 test in 50 minuti

Tredici anni dopo l’ultimo e dopo infinite polemiche e proteste, parte oggi il concorso per docenti fortemente voluto da ministro Profumo. Una operazione di reclutamento che alla fine servirà a coprire 11.542 cattedre, dalle scuole primarie alle superiori. A contendersele 321.210 candidati, più di 27 per ogni posto, nella stragrande maggioranza donne (258.476, mentre 62.734 gli uomini). Le scuole che ospitano le prove preselettive sono pronte: ciascun candidato avrà a disposizione una postazione informatica, alla quale potrà accedere tramite i propri dati anagrafici ed il codice fiscale. Le prove, vista la mole dei candidati, si svolgeranno in più sessioni, secondo il calendario pubblicato il 23 novembre scorso sul sito del Ministero. Si inizia con 50 quesiti a risposta multipla, con quattro opzioni di risposta: 18 domande di capacità logiche, 18 domande di comprensione del testo, 7 domande su competenze digitali, 7 domande sulla lingua straniera (inglese, francese, tedesco e spagnolo). Il tempo a disposizione è di 50 minuti, al termine dei quali ogni candidato potrà visualizzare il risultato conseguito sulla postazione assegnata. Per il superamento della preselezione è necessario conseguire un punteggio non inferiore a 35/50. Ma proprio su questa fase del concorso si sono scatenate negli ultimi mesi le polemiche più aspre. I cosiddetti «quiz» sono stati giudicati da più parti inefficaci per testare le reali capacità d’insegnamento e la preparazione dei docenti. Superati i quiz, è il turno della prova scritta che consiste in una serie di quesiti a risposta aperta finalizzate, queste si, a valutare la padronanza delle discipline oggetto di insegnamento. La conoscenza della lingua inglese sarà necessaria anche per coloro che si candidano all’insegnamento nella scuola primaria mentre per quanti aspirano a discipline scientifiche e tecnico-pratiche svolgeranno oltre alla prova scritta anche una prova di laboratorio (il calendario delle prove scritte sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2013). Infine la prova orale che ha per oggetto le discipline di insegnamento e la capacità di trasmissione della stessa con una lezione simulata, della durata di 30 minuti su una traccia estratta dal candidato. Secondo la FlcCgil Viale Trastevere avrebbe speso 120 milioni per organizzare il concorso «quando sarebbe stato sufficiente fare assunzioni a tempo indeterminato in base a requisiti ormai conseguiti da tempo». L’età media dei candidati è di 38 anni e le domande provengono per la metà dal sud «il che fa pensare che anziché persone pronte a svecchiare il corpo docente come era nelle intenzioni del Ministero, sono lavoratori che in epoca di crisi, cercano un posto di lavoro sicuro», dicono dai sindacati di settore. E ieri a Roma si è tenuta la prima assemblea nazionale del movimento delle scuole in mobilitazione «contro i tagli, per la difesa e il rilancio dell’istruzione pubblica statale». All’Esquilino si sono riuniti docenti in rappresentanza di istituti dal nord (Torino, Milano, Genova, Pisa, Bologna, Udine, Vicenza, Ferrara) al sud (Napoli, Caltanissetta, Cagliari, Bari, Pistoia) che si sono incontrati con i colleghi delle oltre 140 scuole in mobilitazione nella provincia di Roma per coordinarsi e decidere le prossime iniziative nazionali. «Questo movimento ha dimostrato che uniti e determinati si può vincere: la proposta di aumento dell’orario di lezione degli insegnanti a parità di salario è stata per ora accantonata e il disegno di legge Aprea-Ghizzoni è stato bloccato in Senato – dicono dal Coordinamento Scuole Roma ma la scuola non ci sta più ad essere oggetto di tagli e pretende una riqualificazione a partire da un investimento di risorse che permetta di stabilizzare i precari ed elevare la qualità della didattica». Annunciano il proseguo delle mobilitazioni «per vigilare che questo Parlamento in scadenza non faccia colpi di coda sulla scuola, e soprattutto per pretendere dal prossimo una inversione di rotta».

da l’Unità

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Docenti eccellenti rischiano di essere cancellati dal test del concorso

In questi giorni convulsi di riflessioni e scioperi rischiamo di dimenticarci un altro grande bluf del mondo della scuola: il concorsone! Ecco dunque una riflessione in merito.

Marina – Mi domando, ai fini della scelta di docenti “validi”, meritevoli di diventare “docenti abilitati”, l’efficacia reale di test di “onniscienza”.

Perchè un docente di matematica dovrebbe restare fuori se non conosce bene l’inglese? (si può benissimo fare un corso DOPO l’abilitazione).

Perchè un eccellente docente di lingua straniera dovrebbe restare fuori se non ha chiari e immediati alcuni percorsi di logica?

Come si fa in pochi minuti a leggere, rileggere lunghi testi di italiano con varie domande e non rischiare di sbagliare, pur conoscendo bene l’italiano?

E così via….

Insomma… ma che razza di test è mai questo? I test, che andrebbero in realtà soppressi del tutto (già dimostrata la TOTALE INEFFICACIA, con i pessimi risultati dei test per DS e per i TFA), sono in questo caso fuorvianti, e molti docenti eccellenti rischiano di restare fuori.

Una selezione PIU’ INGIUSTA DI COSI’ non potevano farla.

In più, chi controlla la serie di test per ogni candidato? Chi garantisce che il software non sia manipolabile e che a “qualcuno” non possa arrivare una sequenza di test ben precisa?

Affranta da questo continuo distruggere

 

da orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina