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Lunedi 3 dicembre Profumo a “Che tempo che fa”. I docenti non si fidano e si organizzano

Che tempo farà questa sera sui docenti? Speriamo non piovano nuovi improperi, come nel caso del Primo Ministro Monti che ha accusato, ospite di Fazio, i docenti di corporativismo per essersi rifiutati di lavorare 2 ore in più gratuitamente (la proposta era, in realtà, di 6), nonchè di manipolare gli studenti per i propri scopi.

La polemica a seguito delle parole di Monti ha avuto strascichi lunghi e sono stati numerosi gli interventi di politici e sindacati a difesa dei docenti.

Questa sera sarà la volta del Ministro Profumo. Di cosa parlerà con Fazio non c’è traccia sul sito della trasmissione, ma i docenti non si fidano e hanno, già da ieri, inviato e-mail alla redazione del programma per chiedere una equa presentazione delle problematiche che li riguardano.

Dopo essersi visti rifiutare un contradditorio da parte di Fazzio, a seguito delle affermazioni di Monti, i docenti non si fidano e si premuniscono, tanto più che il Premier, in questi giorni, è ritornato, imperterrito, sulla questione, affermando che: “La polemica dei giorni scorsi da parte di alcune organizzazioni degli insegnanti nei miei confronti, era fondamentalmente motivata, lo dico serenamente, dalla difesa di interessi di breve periodo

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Gentile Fabio Fazio,

un gruppo di facebook che raccoglie quasi 2000 docenti italiani (http://www.facebook.com/groups/docentincazzati/), in prosecuzione dello scambio epistolare avviato con la sua trasmissione a seguito della puntata di domenica 25 novembre (presente il Primo ministro Mario Monti), le chiede di sottoporre al Ministro F. Profumo la seguente “lista” (genere da lei molto frequentato):

1. Ministro Profumo, con proposte come quella -contenuta in maniera irrituale nella legge di stabilità varata dall’esecutivo- di aumentare di 6 ore a parità di salario il lavoro in aula dei docenti della secondaria (com’è noto, materia di contrattazione e non riservata alla legge), non pensa di aver contribuito alla scarsa considerazione sociale della classe docente e quindi di aver danneggiato il ruolo dell’istruzione pubblica?

2. Non crede che con questo precedente in futuro altre leggi possano imporre aumenti di ore di lavoro settimanali anche ad altre categorie, trasformando di fatto i contratti collettivi in carta straccia?

3. Ministro Profumo, lo sa che ogni eventuale futuro innalzamento delle ore di lezione frontale produrrebbe un aumento insostenibile di ore di lavoro non frontale (destinate a correzione dei compiti, preparazione delle lezioni, programmazione, colloqui con i genitori, riunioni collegiali, esami di fine anno) dato che a ogni ora di lezione frontale corrisponde una certa quota di lavoro che i docenti svolgono al di fuori dell’aula scolastica?

4. Ministro Profumo, Lei, ministro dell’istruzione di questo Paese, come si è sentito quando il premier in questa stessa sede ha definito indistintamente i docenti, di cui conosce bene le condizioni di lavoro, “conservatori”, “corporativisti” e “strumentalizzatori” degli studenti in protesta?

5. Ministro Profumo , Obama ritiene forte l’America non per il suo esercito, ma per la sua scuola: il ‘governo dei professori’, in Italia, condivide quest’idea? E, se è così, perché non ha invertito la tendenza degli ultimi governi, tagliando le spese militari e lasciando invariato lo stanziamento per l’istruzione pubblica?

6. Ministro Profumo, nella lettera che ha inviato ai docenti e agli studenti prima dello sciopero del 24 novembre Lei ha detto di non aver mai condiviso l’impianto del Ddl 953 (ex Aprea), allora perché non si è mai pronunciato contro il disegno di legge nelle sedi competenti?

7. Ministro Profumo, si fa un gran parlare di digitalizzazione, di tablet, di LIM , ma lei sa che le scuole ‘reali’ -in cui alcuni nuovi strumenti sono arrivati in maniera insufficiente, non omogenea né pianificata e senza specifica formazione- stanno assistendo ad un processo di ‘dematerializzazione’ che nulla ha a che vedere con l’informatica, visto che mancano ‘materie prime’ come la carta per le fotocopie (che, quindi, molti docenti devono gestire a proprie spese) e sussidi didattici indispensabili?

8. Ministro Profumo, è consapevole del fatto che (almeno nella fascia dell’obbligo) gli insegnanti -spesso senza alcun aiuto né economico né strutturale- stanno affrontando da anni e da soli il difficile compito di alfabetizzare ragazzi stranieri (il cui numero supera quasi sempre il tetto fissato dalla legge) provenienti da tutti i continenti e che sono in aumento esponenziale gli alunni con disabilità nonché DSA (certificato e non certificato), per cui la programmazione didattica e di conseguenza il lavoro in classe è via via più complesso (mentre dal 2008 gli interventi di Riordino dei cicli hanno eliminato le compresenze)?

9. Ministro Profumo, Lei ritiene davvero di migliorare il servizio scolastico agli studenti, offrendo con il nuovo Concorso (fondato su quiz di dubbia aderenza alle reali esigenze didattiche ) la possibilità di entrare in ruolo a persone che non hanno mai insegnato anziché a precari super qualificati con molti anni di esperienza?

10. Ministro Profumo, quanto costerà il Concorso e quanti docenti realmente otterranno una cattedra, considerata la progressiva contrazione degli organici in vista dell’aumento dell’orario di insegnamento e della riduzione del corso di studi da lei prospettati?

11. Ministro Profumo, Lei è a conoscenza del fatto che le graduatorie sono stracolme di docenti specializzati nell’insegnamento e che la maggior parte di essi hanno meno di 35 anni?

12. Ministro Profumo, è forse ancora allo studio il progetto di ridurre a 4 gli anni curriculari delle superiori, che comporterebbe un’ulteriore, grave falcidia delle cattedre e un impoverimento insostenibile per l’offerta formativa della scuola secondaria di secondo grado?

13. Ministro Profumo, Lei, oltre ad essere Ministro dell’Istruzione, è stato anche rettore del politecnico di Torino e presidente del CNR: è abituato, quindi, a lavorare con le eccellenze nel mondo dell’istruzione. Quelle eccellenze si sono nella maggior parte formate a partire dalla scuola pubblica. Le è mai capitato di fare un’esperienza di insegnamento in una classe di un istituto superiore di una qualsiasi periferia di questo nostro bel Paese? Ha idea di quanti sono gli alunni in un’aula? Di quali sono le strutture reali? E’ a conoscenza del fatto che con l’aumento degli allievi per classe dovuto ai tagli e con la presenza giornaliera di studenti in sovrannumero perché, in caso di assenze del personale docente, vengono ‘smistati’ per mancanza di supplenti (ciò succede anche ai bambini delle primarie), quasi nessuna scuola pubblica può rispettare le norme di sicurezza, né garantire effettivamente il diritto allo studio, specialmente ai ragazzi con difficoltà?

Gentile Fazio,
gli elenchi, come gli esami, non finiscono mai: il tempo, però, anche ‘quello che fa’, è una risorsa finita, quindi ci fermiamo qui. Scelga pure lei le domande da sottoporre al ministro, se lo ritiene, se, come sappiamo, il tempo è poco. Sono tutte vitali per la nostra professione e per il futuro della scuola pubblica statale. Speriamo fiduciosi che la sua risposta non lasci ‘il tempo che trova’ e che nella prossima occasione di un dibattito sulla scuola voglia ospitare nella trasmissione anche un insegnante.

2000 proff forse inca…lzanti, certo inca…lzati
http://www.facebook.com/groups/docentincazzati/

Emiliano
Coordinamento Scuole Valtiberina
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Risposta di Bersani all’intervento di Monti a Che tempo che fa

Dopo le affermazioni poco felici del Premier Monti alla trasmissione di Fazio sull'”indisponibilità” da parte dei docenti di lavorare gratuitamente e sull’accusa di corporativismo, il conduttore televisivo affida la replica a Bersani.

Dopo Monti, Fazio dovrebbe invitare un insegnante
Gli insegnanti sono importanti perchè trasmettono il senso dello Stato

Le e-mail giunte alla redazione di Rai3 devono essere state davvero tante e Fazio ha colto la palla al balzo dell’ospite Bersani per metterci una pezza.

“Ieri, qui, il Presidente Monti – ha affermato Fazio – ha detto una cosa che ha suscitato molto scalpore, siamo stati immersi da e-mail e messaggi twitter. Il presidente ha detto di aver incontrato resistenze corporative in tutto il paese. Ad esempio ha detto che anche nella scuola, i docenti, rifiutandosi di fare due ore in più, hanno impedito di liberare risorse per la scuola. Molti insegnanti si sono inferociti…”.

“Io penso questo – ha risposto Bersani – errori sulla scuola se ne son fatti tanti, anche noi ne abbiam fatto qualcuno, però, l’ho detto anche in Parlamento,     non si può accettare che ogni sei mesi arrivi uno schiaffo alla scuola né in termini materiali né in termini immateriali, come queste affermazione un po’ sbrigative”.

“Ne avremo più bisogno nel futuro della scura rispetto ad oggi. – ha continuato – E non solo perché c’è bisogno di conoscenza, perché non c’è competitività, ma per un motivo più di fondo: oggi la nuova generazione è sommersa dalle informazioni, ma l’informazione non è conoscenza. La conoscenza ha bisogno di scaffali dove mettere l’informazione, l’unico falegname per fare questo scaffale è l’insegnante. Se non ha i soldi per pagarli come nel resto d’Europa, però almeno considerane il ruolo, la dignità, l’importanza e il rilievo.

“Credo che sullaa scuola – ha concluso – la prossima legislatura dovrà fare un’operazione quasi costituente: fermiamoci un attimo, ragioniamo assieme e vediamo come può essere messo in stabilità un sistema che in questo momento è troppo barcollante qualche volta, mentre aumenta la dispersione scolastica, 15.000 iscritti in meno all’università perché le famiglie non hanno i soldi.”

da Orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Monti da Fazio: docenti “indisponibilità a fare due ore in più a settimana, spirito corporativo”

Il premier Monti da Fazio parla degli insegnanti e afferma di aver riscontrato in essi “grande spirito conservatore”, riferendosi all’aumento dell’orario lavorativo da 18 a 24 senza aumento di retribuzione.

Almeno crediamo perchè il premier avrebbe riscontrato una “grande indisponibilità a fare due ore in più a settimana che avrebbe significato più didattica e cultura”, per “difesa di privilegi corporativi”. Poca memoria il premier, dal momento che le ore che si volevano imporre aggirando la contrattazione erano 6. Se questo è gettare acqua sul fuoco ….

Insomma, si continua a dare addosso agli insegnanti e alla scuola gratuitamente.

Sullo spirito di corporazione bisognerebbe chiedere a chi governa gli Stati in nome delle banche e non del popolo elettore.

“La scuola per noi – ha continuato – non è affatto poco, è molto importante. L’abbiamo affidata al prof. Profumo: fra il meglio che c’è in circolazione. Il tema, però, potrà essere risolto solo con gradualità. Servono risorse. Che nel passato sono state anche dilapidate. Noi finora abbiamo cercato di evitare che il Paese finisse bruciato. Per affrontare quanto serve alla cultura e alla scuola ci vuole gradualità”.

Alla domanda di Fazio sulla possibilità di un Monti bis, il Premier si è dichiarato possibilista.

Emiliano

Coordinamento (corporativo!) Scuole Valtiberina

UPDATE

Monti bacchetta i docenti: “indisponibilità a fare due ore in più”. Il video. USB: “macchina diffamatoria”