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Venerdi 30 ottobre: LIB(E)RIAMOCI: serata di letture ad alta voce al Liceo Città di Piero

In occasione delle giornata dedicate alla lettura ad alta voce, promosse dal Miur col progetto LIBRIAMOCI,

il Liceo Città di Piero, ed in particolare il Dipartimento di Lettere,

vi invita venerdi 30 ottobre ore 21.00 presso sede triennio del Liceo

alla serata evento dal titolo LIB(E)RIAMOCI

in cui verranno proiettati i video realizzati dagli studenti dedicati alla lettura ad alta voce.

Chiunque vorrà potrà leggere durante la serata un breve estratto di un libro a sua scelta.

La serata sarà anche l’occasione per l’inaugurazione della nuova biblioteca del liceo Città di Piero.

Per l’ingresso è richiesto il possesso…di un libro!

locandina

Vi aspettiamo!

Gli insegnanti del Liceo Città di Piero

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Libri di testo digitali: obbligatori dal 2014/15. Tetto di spesa ridotto del 30%

Nel Decreto, del quale orizzontescuola.it è venuto in possesso, quali sono gli obblighi per le scuole e quali sono le indicazioni da parte del Ministero per i libri misti e digitali.

L’obbligo per le scuole entrerà nel 2014/15, anno in cui i Colleghi dei docenti dovranno effettuare nuove adozioni. Prima spetterà alle classi prima e quarta della scuola primaria, alla prima classe della secondaria di primo grado e alla prima e terza classe della scuola secondaria di secondo grado. Limitatamente agli anni scolastici 2014/15 e 2015/16 per la prima e terza classe della secondaria di secondo grado, il collegio potrà evantualmente confermare le adozioni dei testi già in suo.

Riduzione dei tetti di spesa

I tetti di spesa nelle classi interessate all’adozione dei libri digitali subiranno una riduzione rispetto a quelli del 2013/14 del 30% nel caso in cui l’intera dotazione libraria si acomposta da libri in versione digitale, negli altri casi del 20%

Caratteristiche dei libri

Indicazioni vengono date dal MIUR anche per quanto riguarda le caratteristiche dei libri digitali e misti.

I testi misti si dovrà comporre di due parti, adottabili in maniera disgiunta:

  • una parte “testuale-narrativa, descrittiva-esplicativa”, in formato cartaceo o digitale, che contine i fondamenti della singola disciplina (leggi, definizioni, fatti, processi, ecc);
  • una parte di contenuti digitali integrativi. Questa parte conterrà, ad esempio: prove, argomentazioni, dimostrazioni, esempi e contro esempi, esercizi, approfondimenti come ricerche, spunti di riflessione, problemi reali. Tali contenuti dovranno avere come obiettivo l’interazionee dovranno veicolare esperienze o esercitazioni, sperimentazioni attraverso inteerattività e collaborazione, nonché approfondimenti.

I libri interamente digitali si differenziano dai misti perché la parte “testuale-narrative, descrittiva-esplicativa” deve essere anch’essa in formato digitale.

Scarica il Decreto con i particolari

da orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Libri di testo in formato digitale o misto: a rischio la gratuità?

Sta accadendo di nuovo: di chiaro c’è soltanto l’urgenza di apparire come grandi innovatori. Se poi nella frenesia si producono più problemi di quanti, in astratto, se ne risolvano, poco importa. Tanto oneri e disagi finiscono sulle spalle delle famiglie e delle scuole.

Questa volta si tratta dei libri di testo scolastici. La novità è che dovranno essere in formato totalmente digitale o misto (formato cartaceo-contenuti digitali integrativi, oppure contenuti digitali-contenuti digitali integrativi accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto).

Così prevede la Legge 221/12, cosiddetta “Agenda digitale“. Ma tra le norme che vengono abrogate e quelle che prevedono l’avvio delle novità dal 2014/15,  si produce una sorta di vuoto normativo per l’anno scolastico prossimo.

Inoltre, ed è un aspetto ancora più preoccupante, risulta poco chiaro se e come venga garantita la gratuità totale o parziale dei libri di testo per il primo ciclo e per il primo biennio della secondaria di II grado, prevista da norme tuttora in vigore.

La nota 378 del MIUR non aiuta a far chiarezza.

E’ pur vero che è previsto uno specifico decreto ministeriale che determinerà le caratteristiche tecniche dei libri in versione cartacea, le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nella versione digitale, il prezzo dei libri per la primaria e i tetti di spesa per ciascun anno della secondaria di primo e secondo grado, e infine determinerà anche i “criteri per ottimizzare l’integrazione tra i libri in versione digitale, mista e cartacea, tenuto conto delle specifiche esigenze didattiche”.

C’è da chiedersi perché allora inviare una nota ministeriale, se ancora il quadro non è completato.

Molti e rilevanti appaiono  i problemi in campo. Oltre alle questioni già dette, c’è il rischio di discriminare alunni e studenti le cui famiglie non posseggano attrezzature informatiche e/o le competenze per utilizzarle. Quanto al risparmio, finalità considerata prioritaria, non v’è alcuna certezza che si produca davvero. Né per le famiglie che potrebbero trovarsi di fronte all’esigenza di dotarsi di attrezzature di cui non dispongono o di stampare prodotti forniti su supporto digitale. Né per le scuole che, sembrerebbe, tali prodotti e supporti  dovrebbero assicurare. Ma vista la situazione in cui versano le scuole e la penuria di risorse, si può dare per scontato che questo avvenga? E chi dovrebbe pagare contenuti digitali e supporti tecnologici necessari alla loro fruizione?  Ben due commi ribadiscono: “oneri a carico delle famiglie”. Da qui nasce la preoccupazione già espressa da diverse associazioni di genitori.

Non si può intervenire in modo approssimativo su terreni così delicati: la scuola, i suoi strumenti, i discenti, le famiglie.

Molte sono le innovazioni che potrebbero portar giovamento alla situazione della scuola, ai processi di insegnamento/apprendimento, ma esse vanno messe a fuoco e configurate ascoltando e coinvolgendo i soggetti interessati. Invece, anche in questo caso e per l’ennesima volta, non c’è stato da parte dell’amministrazione nemmeno un passaggio informativo rivolto alle organizzazioni sindacali.

Sarebbe opportuno aprire subito una fase di ascolto e di interlocuzione. Per affrontare i problemi, per individuare soluzioni, per garantire condizioni di efficacia al lavoro delle scuole e per dare serenità  a coloro che studiano  e alle loro famiglie. La FLC ha scritto al Ministro chiedendo un incontro per affrontare i problemi in campo e  procedere  in questa direzione.

Scarica la nostra scheda di approfondimento.

da Orizzontescuola

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Libri di testo digitali, avanti sempre più adagio

Libri di testo digitali, avanti sempre più adagio
di Alessandro Giuliani
La commissione Industria di Palazzo Madama ha rallentato ulteriormente i tempi: nel maxiemendamento al decreto sviluppo, in un colpo solo è stata posticipata di un anno, al 2014/2015, l’adozione di “libri nella versione digitale o mista”. E pensare che il Governo Berlusconi prevedeva che già da quest’anno li avrebbero dovuti adottare tutte le classi. L’ultima parola spetta ora alla Camera.
Il destino dei libri di testo scolastici va certamente verso delle versioni sempre più digitali e meno cartacee. Solo che ciò avverrà con tempi decisamente distesi.
Nei giorni scorsi avevamo riportato la notizia sulla volontà espressa dal Governo di far approvare un emendamento al dl Sviluppo, attraverso la commissione Industria al Senato, per far adottare dal prossimo anno scolastico i libri digitali o misti solo nelle seconde classi della scuola secondaria di I grado e nella secondaria di II grado che aderiscono al piano “Scuola digitale-Classi 2.0″. Dal 2014/15 i libri ‘informatici’ avrebbero dovuto trovare spazio anche nelle le seconde classi della scuola secondaria di I grado e nelle prime classi della scuola secondaria di II grado che non aderiscono al progetto nazionale. Dal successivo, 2015/16 sarebbe toccato alle classi rimanenti.
Il provvedimento rappresentava, se approvato, già un bel passo indietro rispetto a quanto stabilito nella Legge 133 del 2008, che aveva previsto la messa a regime del passaggio progressivo al formato misto-digitale già dall’anno scolastico in corso. E anche rispetto alla prima versione del decreto sviluppo approvato un paio di mesi fa dal Governo Monti, secondo cui che introduceva le versioni “miste” già dal 2013/14 in tutte le scuole superiori. E nel successivo nella primaria e nella secondaria di primo grado.
Ora, però, la commissione Industria di Palazzo Madama ha rallentato ulteriormente i tempi. Nel maxiemendamento al decreto sviluppo passato, con la fiducia, il 6 dicembre al Senato, in un colpo solo è stata infatti posticipata di un anno, al 2014/2015, l’adozione di “libri nella versione digitale o mista, costituita da un testo in formato digitale o cartaceo e da contenuti digitali integrativi, accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto”. E, tra l’altro, solo nelle prime classe o in quelle che devono iniziare delle materie nuove. Quindi solo nelle prime e quarte classi della primaria, nelle prime classi delle medie, nelle prime e terze delle superiori. Per avere un’introduzione completa delle versioni digitali bisognerà aspettare l’a.s. 2016/17. Ora il testo passa alla Camera.
Ci dobbiamo aspettare ulteriori slittamenti? Probabilmente no. Ci sono ancora diversi anni per approvarli…
Emiliano
Coordinamento Scuole Valtiberina