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Il liceo sportivo slitta di un anno

Il liceo sportivo slitta di un anno

Una circolare del ministero chiarisce che il nuovo indirizzo potrà essere attivato solo a partire dal 2014-2015. Disappunto per le Regioni che avevano già previsto per il prossimo anno scolastico

di SALVO INTRAVAIA

Il liceo sportivo slitta di un anno. I tantissimi fan del nuovo indirizzo, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 11 gennaio, dovranno aspettare il primo settembre 2014 prima di assistere alle prime lezioni. Due giorni fa, il ministero dell’Istruzione ha diramato una nota in cui il capo dipartimento Lucrezia Spallacci chiarisce che il liceo scientifico ad indirizzo sportivo “non potrà che essere attivato dall’a. s. 2014/2015″. Il motivo è semplice. “Lo schema di decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri – continua la Stellacci – nella seduta dell’11 gennaio 2013 ed è stato trasmesso, da parte del Dipartimento della ragioneria generale dello stato, alla firma del Presidente della Repubblica”.
Ma l’iter dovrà essere completato dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale “che, prima di pubblicare” il provvedimento, “lo invierà alla Corte dei conti per la registrazione. Tempo stimato per la conclusione dell’iter, senza tener conto degli eventuali rilievi della Corte dei conti, almeno due mesi”. Un tempo inconciliabile con gli adempimenti delle regioni che, attraverso il Dimensionamento, entro il prossimo 31 gennaio dovrebbero definire la rete scolastica e il cosiddetto Piano dell’offerta formativa regionale con tutti gli indirizzi scolastici per ogni istituto, liceo sportivo compreso.
Nel nuovo liceo sportivo circa un quarto delle ore settimanali saranno dedicate a discipline a carattere sportivo: Diritto e Economia dello sport, Scienze motorie e sportive e

Discipline sportive. Niente Latino e Storia dell’arte, meno ore di Filosofia e qualche ora di Scienze ed Educazione fisica in più alla settimana. Un quadro orario che potrebbe essere gettonato da quegli alunni che, dopo avere frequentato qualche mese, si disperdono o cambiano indirizzo di scuola perché trovano lo scientifico tradizionale “troppo pesante”. Ma, in fase di prima applicazione della legge, sarà possibile attivare un solo corso per provincia: un centinaio in tutta Italia, quindi.
E la notizia del rinvio di un anno ha creato la delusione di quelle regioni e province che si sono attrezzate per fare partire la novità dal settembre 2013. Come la regione Umbria che, attraverso l’assessorato all’Istruzione, “esprime disappunto circa la decisione del ministero dell’Istruzione di rinviare l’attivazione dei licei ad indirizzo sportivo all’anno scolastico 2014/2015″. Infatti, “il Piano regionale dell’offerta formativa approvato prevedeva l’attivazione per il prossimo anno in Umbria di due licei ad indirizzo sportivo, di cui uno a Narni e l’altro a Foligno, per i quali erano già pervenute le prime richieste da parte di studenti interessati”.

da Repubblica.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

 

Lettera del Preside del liceo Talete al Presidente della Repubblica

Di seguito segnalo una importante iniziativa di un preside della capitale. Colgo l’occasione per proporre una interessante idea emersa nella riunione del 16 novembre: che dite di invitare i dirigenti della Valtiberina ad avere un loro spazio nel blog? Di seguito l’articolo.

 

Il dirigente del Liceo scientifico Talete di Roma fa un appello

“ULTIMO APPELLO AI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA, DELLA CAMERA, DEL SENATO E DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

In questo drammatico momento in cui l’Italia è sempre più divisa, fragile e lacerata, la scuola pubblica statale continua a resistere e a formare i giovani, mostrando di essere ancora il luogo migliore e più sobrio del Paese. Com’è noto la scuola statale negli ultimi vent’anni è stata dimezzata, con accorpamenti discutibili, subendo drastici tagli e provvedimenti unilaterali (più alunni per classe, più classi e ore di insegnamento frontale per tutti, meno salario, più responsabilità didattiche, amministrative e contabili anche a fronte di strutture edilizie fatiscenti e senza le dovute tecnologie sempre promesse); ciò nonostante la Scuola Statale ha tenuto e ha continuato a lavorare per il bene comune, grazie alla missione che molti di noi portano avanti ogni giorno per il bene dei nostri giovani, impegnandosi nel proprio lavoro con passione ed entusiasmo. Noi della Scuola, ci chiediamo come mai un Governo Tecnico, anche di fronte alla protesta generale di tutti gli operatori e componenti della scuola, stia perseguendo un disegno Politico nell’attacco indiscriminato agli Organi Collegiali.Qual è il vero scopo di questa corsa verso il baratro? Ci sembra che i nostri politici, poco rappresentativi e che probabilmente non saranno neanche rieletti, non sappiano quello che stanno facendo contro la scuola; la scuola, dal canto suo, non accetta e non accetterà mai la sua demolizione che la renderebbe non libera, non conforme al dettato costituzionale, inerme e succube del mercato. A nome e per conto della Scuola Pubblica Statale, cui ho l’onore di appartenere, Vi sollecito a far ritirare il ddl 953 prima di qualsiasi voto. Una vera riforma della scuola, auspicata da tutti, deve ripartire dal basso, cioè dai veri protagonisti e componenti della scuola (docenti, ATA, alunni e genitori) per essere votata da un Parlamento che ci rappresenti tutti.

Distintamente,
Antonio Panaccione, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico statale TALETE – Roma

 

 

Penso che queste righe possano essere motivo di riflessione e di confronto per tutti coloro che hanno a cuore la scuola pubblica!

Patrizia C.

Coordinamento Scuole Valtiberina