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Il lavoro dei docenti: alcuni pareri

Il lavoro di noi prof?
Ecco il calcolo: 1.759 ore all’anno

C’era una volta la scuola della mattina.
Quella delle insegnanti part-time, che dopo il lavoro hanno tempo per sé. C’era, una volta, la scuola delle vacanze. Delle prof mamme che partono a giugno coi pupi e a settembre ritornano, si ricomincia. C’era ancora, una volta, la scuola dei ruoli. Dove il maestro è maestro, l’alunno è l’alunno, e il genitore è la mamma, o il papà.

C’era. Oggi non più. Oggi, la scuola è complessa. E non per i compiti da correggere, o le lezioni da preparare: quelli c’erano anche «una volta». Oggi, a scuola, si creano i progetti, tanti progetti. Oggi, alle medie, sei a scuola tutto giugno, e dal primo settembre. Tante vacanze? Sì, ma lavori di più.

Quando? I sabati e le domeniche, per esempio. Tuo marito ti guarda basito, e solo allora capisce. Protesta, ma dài usciamo. No, non si può: sono un’insegnante… se lunedì non riporto i temi, poi chi li sente? Vai a prendere i figli all’asilo? La paghi la sera: è mezzanotte, e lavori ancora. Lui, tuo marito, a chiamarti non ci prova più. Ma possibile? Le persone normali, a quest’ora…

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Monti da Fazio: docenti “indisponibilità a fare due ore in più a settimana, spirito corporativo”

Il premier Monti da Fazio parla degli insegnanti e afferma di aver riscontrato in essi “grande spirito conservatore”, riferendosi all’aumento dell’orario lavorativo da 18 a 24 senza aumento di retribuzione.

Almeno crediamo perchè il premier avrebbe riscontrato una “grande indisponibilità a fare due ore in più a settimana che avrebbe significato più didattica e cultura”, per “difesa di privilegi corporativi”. Poca memoria il premier, dal momento che le ore che si volevano imporre aggirando la contrattazione erano 6. Se questo è gettare acqua sul fuoco ….

Insomma, si continua a dare addosso agli insegnanti e alla scuola gratuitamente.

Sullo spirito di corporazione bisognerebbe chiedere a chi governa gli Stati in nome delle banche e non del popolo elettore.

“La scuola per noi – ha continuato – non è affatto poco, è molto importante. L’abbiamo affidata al prof. Profumo: fra il meglio che c’è in circolazione. Il tema, però, potrà essere risolto solo con gradualità. Servono risorse. Che nel passato sono state anche dilapidate. Noi finora abbiamo cercato di evitare che il Paese finisse bruciato. Per affrontare quanto serve alla cultura e alla scuola ci vuole gradualità”.

Alla domanda di Fazio sulla possibilità di un Monti bis, il Premier si è dichiarato possibilista.

Emiliano

Coordinamento (corporativo!) Scuole Valtiberina

UPDATE

Monti bacchetta i docenti: “indisponibilità a fare due ore in più”. Il video. USB: “macchina diffamatoria”

I genitori e lo scandalo delle 24 ore: un’occasione perduta

Di seguito un articolo dell’Associazione Genitori della Toscana utile per capire la loro percezione del nostro lavoro. Si torna a parlare di 24h degli insegnanti, a mio avviso senza la minima idea di quello di cui si sta scrivendo. Ricordo solo che all’incontro del 16 Novembre ho contattato l’AGE per invitarli ma purtroppo, specie per il problema della distanza (molti di loro sono di Firenze), non sono potuti venire. Un vero peccato, avremmo potuto intavolare una discussione seria, critica e non qualunquista sul nostro lavoro. Di seguito il loro articolo:

Associazione Genitori A.Ge. Toscana – Professori a 24 ore settimanali: un’occasione perduta, tanta retorica pelosa e qualche sincero dubbio sulla nostra classe politica, ecco il parere di noi genitori, che forse qualche colpa l’abbiamo, perché avremmo dovuto gridare allo scandalo per tempo.Lavorare 24 ore settimanali a quanto pare è un insulto, almeno a quanto dichiarano alcuni insegnanti di scuola secondaria. Alcuni addirittura per protesta si sono astenuti dal ricevimento dei genitori, in piena violazione degli obblighi contrattuali e interrompendo di fatto un servizio dovuto. C’è da domandarsi cosa ne pensino gli insegnanti elementari, che da sempre lavorano 24 ore, oppure quelli di scuola materna, che di ore invece ne fanno 25. Sarebbe anche interessante sentire il parere del bidello, che lavora 36 ore settimanali e percepisce uno stipendio dimezzato rispetto a quello di un ‘professore’.Ma quello che è veramente istruttivo è scorrere il Bollettino delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari (V-Bilancio, tesoro e programmazione) in data domenica 11 novembre 2012. In discussione le Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, ovvero la Legge di stabilità per il 2013. Il Ministro Francesco Profumo propone un emendamento per riportare a 18 le ore di lavoro settimanali dei professori, a fronte di tagli sul Fondo dell’istituzione scolastica e di altri finanziamenti destinati fra l’altro all’edilizia scolastica e alla sicurezza. Ecco i commenti dei nostri parlamentari:Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea l’importanza del presente dibattito, in cui si è conseguito l’obiettivo di evitare un doloroso intervento sull’incremento dell’orario di lavoro del personale docente.Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, si associa alle parole di soddisfazione espresse dal collega Baretta per il buon esito di questo delicato passaggio parlamentare, con cui si è scongiurato un inaccettabile intervento sui delicati meccanismi di funzionamento del sistema scolastico, non rispettoso della complessità degli impegni lavorativi in capo al corpo docente.Il Ministro Francesco PROFUMO ringrazia i relatori e il Parlamento nel suo complesso per il ruolo svolto nella ricerca di soluzioni non lesive degli interessi degli studenti.Ecco, proprio degli interessi degli studenti vorremmo parlare: e se quelle 6 ore in più fossero state dedicate all’aggiornamento professionale, alle ore di recupero per gli studenti in difficoltà e agli interventi di alfabetizzazione
degli alunni extracomunitari, non avremmo forse fatto veramente gli interessi degli studenti? oppure a laboratori, corsi di approfondimento e gite, che sembrano ormai un ricordo in tante scuole italiane.Per non parlare dei 47,5 milioni di euro tolti dal Fondo dell’istituzione scolastica, proprio quello che finanzia i corsi di recupero e tutti gli altri interventi integrativi che di fatto garantiscono una maggiore qualità al servizio
scolastico. A dir poco un prezzo salato pagato da tutti noi per garantire i privilegi di una minoranza.Ci dicano i politici cosa fanno gli insegnanti di medie e superiori nelle restanti 18 ore, quelle che NON trascorrono in classe, e poi ne riparliamo

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina