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16 Dicembre a Roma due appuntamenti

 
Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione

Seminario

Per un governo democratico della Scuola della Costituzione

Domenica 16 dicembre 2012 – ore 10.30

Palazzo della Provincia – Sala Di Liegro (I piano)

ROMA

Programma

Ore 10.30 – Apertura dei lavori: Antonia Sani

Introduzione: Carlo Salmaso

(Comitato Genitori ed Insegnanti per la Scuola  Pubblica di Padova)

Presentazione della proposta: Corrado Mauceri

Ore 11.30 – Dibattito con le Organizzazioni sindacali,

le associazioni professionali e del mondo della scuola,

le rappresentanze di movimenti, studenti, genitori

Ore 13.30 – Pausa pranzo in loco

Ore 14.30 – Ripresa del dibattito

Ore 15.30 – Tavola rotonda con le forze politiche di sinistra e centrosinistra

Ore 17.00 – Conclusioni

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Proposte per un Coordinamento Nazionale

 

Salve a tutti! ecco una sintesi dell’assemblea del coordinamento delle scuole di Roma che si è tenuta oggi al liceo Dante.

1) il coordinamento ha rilanciato come primo momento importante la  manifestazione al Miur il 13 dicembre alle 15.00 contro il concorso
truffa, che, dopo le parole del ministro della funzione pubblica Patroni Griffi sulla “gestione” dei 260.000 precari dell’amministrazione pubblica (130.000 della scuola) attraverso concorsi stabili e attraverso una proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato oltre i 3 anni, appare sempre di più come uno strumento per nascondere i tagli nella scuola pubblica statale in un contesto di totale assenza di finanziamenti e per selezionare tra
precari e creare di conseguenza una guerra tra poveri; il tutto inserito in una distruzione dei diritti dei lavoratori della scuola che
è evidentemente comune agli altri settori lavorativi. In merito al concorso si è poi fortemente ribadito l’appello agli insegnanti di ruolo a fare ostruzionismo contro la procedura concorsuale rifiutandosi di dare la propria disponibilità come sorveglianti e/o altro nel corso delle prove, tampinando di mail le scuole sedi del concorso.Il 13 saremo tutti insieme, docenti e studenti e chiunque riusciamo a coinvolgere, per far capire che nonostante il concorso vada avanti come un treno, comunque le componenti della scuola alzano la testa e continuano a protestare contro un disegno più generale di svilimento del corpo docente e di tutto il mondo della scuola. Ad una politica di scontro generazionale opponiamo la nostra COMUNE difesa della scuola pubblica bene comune.Sempre per il 13 si è poi parlato della coreografia da fare al ministero: l’idea è quella ironica di fare il
quizzone a Profumo, Monti e tutto il governo; perciò formuliamo tutti qualche quesito, stile concorsone (li trovate sul sito del miur), portiamo enigmistiche, penne e altro da lanciare.

Appello per una assemblea nazionale del movimento delle scuole il 16 dicembre

Cari colleghi che ne dite di rifletterci?

Il governo ha mostrato di essere in difficoltà, con la lettera di Profumo alle scuole in cui lo stesso ministro sconfessa l’iniziativa legislativa parlamentare delle forze che lo sostengono, e poi con l’intervento falso e tendenziono del Presidente Monti in televisione da Fazio.

Finché questo movimento continuerà a farsi sentire e a denunciare all’opinione pubblica cosa sta succedendo, non passeranno né sei ore in più né due come ha in mente Monti, né passerà in Senato il ddl 3542 (Aprea-Ghizzoni) sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche.

A Roma saremo ancora in piazza il 13 dicembre davanti al Miur per protestare contro il concorso-truffa e chiederne l’annullamento, per il rifinanziamento dell’istruzione pubblica statale e l’assunzione dei precari.

E’ necessario che ci organizziamo a livello nazionale con tutte le scuole che in molte città italiane si stanno mobilitando. Per questo facciamo appello perché si tenga una assemblea nazionale del movimento delle scuole il prossimo 16 dicembre a Roma, per decidere insieme come continuare il movimento nel prossimo futuro e per elaborare proposte alternative per il rilancio della scuola pubblica statale.

Per adesioni e comunicazioni:

Il Coordinamento delle scuole di Roma
coordinamentoscuoleroma@gmail.com
www.coordinamentoscuoleroma.wordpress.com

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Resoconto sulla giornata di sciopero del 24 Novembre 2012

Scuola, proteste in tutta Italia. A Roma cortei pacifici

Di seguito un breve resconto della giornata di sciopero di oggi.

Scuola, proteste in tutta Italia. A Roma cortei pacifici

Sciopero 24 novembre 2012: scatti… d’orgoglio a Roma

Gli studenti in piazza in tutta Italia il giorno dello sciopero della scuola

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Scuola, esplode la protesta contestazioni in tutta Italia

A guidare le manifestazioni gli studenti di Roma e Palermo. Nella capitale sono ormai 50 gli istituti in stato di agitazione. Mentre nel capoluogo siciliano quasi tutte le ‘superiori’ sono occupate o in autogestione

Scuola, esplode la protesta contestazioni in tutta Italia

Sulla scuola italiana soffia il vento della protesta. A guidare la contestazione gli studenti di Roma e Palermo. Nella capitale, sono ormai 50 gli istituti superiori in stato di agitazione. Nel capoluogo siciliano, quasi tutte le scuole superiori sono occupate o in autogestione. Ma la protesta si sta facendo strada anche in altre città. A Bologna, lo scorso 20 novembre è stata occupata la prima scuola  –  l’istituto Rosa Luxemburg  –  e a Mestre sono tre gli istituti in stato di agitazione. A Napoli, sono una decina gli istituti off limits a presidi, docenti e personale Ata. E non passa giorno senza che gli studenti scendano in piazza, come a Firenze qualche giorno fa.

LE PROTESTE A: Roma – Palermo – Bologna – Torino –Napoli

Ma le manifestazioni stanno prendendo piede anche nei centri più piccoli: Busto Arsizio, Gallarate e Saronno, tanto per citarne alcuni. La manifestazione del 14 novembre, con migliaia di studenti e insegnanti in piazza, sembra avere dato il via ad una nuova primavera della scuola italiana con iniziative che non si sono fermate neppure di fronte alla marcia indietro del governo sulla questione delle 24 ore. Gli studenti contestano la politica degli ultimi governi in materia di istruzione: riforma degli organi collegiali, finanziamenti alle paritarie, edifici sempre più sgarrupati e tantissimi tagli alle risorse e al personale.

A complicare il difficile rapporto dei giovani con la politica ha contribuito l’infelice uscita di qualche settimana fa del ministero del Lavoro, Elsa Fornero, sui giovani choosy (schizzinosi) perché non accetterebbero anche lavori più umili per iniziare. E non mancano di certo i motivi per fare scendere i piazza gli insegnanti, infuriati perché negli ultimi anni si sono ritrovati a lavorare in una scuola sempre più povera e sempre più problematica. Da qualche settimana, fioccano le delibere dei collegi dei docenti che bloccano le attività pomeridiane “facoltative”.

Documenti con i quali gli insegnanti esprimono tutto il loro disappunto nei confronti di una classe politica che da 10 anni considera la scuola un costo piuttosto che una risorsa. Ma i professori ci tengono a precisare che le occupazioni, da Palermo a Roma, costituiscono una “forma di protesta sbagliata e rituale che rischia di trasformarsi in un boomerang per docenti e studenti”, dice Pietro Li Causi che in pochi giorni ha raccolto 45 mila forme contro la proposta, contenuta nel disegno di legge di Stabilità, di aumentare le ore di insegnamento dei prof da 18 a 24 ore settimanali.

Poi, l’intervento del governo sull’orario degli insegnanti è stato cassato, ma l’indignazione degli stessi è rimasta intatta. Per i docenti restano in piedi una serie di questioni: gli scatti di stipendiali, bloccati fino al 2014, il contratto scaduto nel 2009, il concorsone  –  che ai più sembra una farsa  –  e comincia a farsi avanti anche la questione dei pensionamenti. “E’ impensabile che un docente possa andare in pensione a 67/70 anni”, dice un numero sempre maggiore di insegnanti. Una questione che qualche anno fa l’allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, aveva inserito nell’agenda politica del governo, ipotizzando un’età inferiore di uscita per le insegnanti di scuola dell’infanzia.

Ma poi non se ne fece nulla e per di più arrivò la riforma Fornero che allungò di almeno 5 anni l’età per congedarsi dalla cattedra. Ora, studenti e insegnanti si preparano a riempire nuovamente le piazze italiane per lo sciopero del 24 novembre, indetto da tutti i sindacati rappresentativi della scuola  –  Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals, Gilda e Cobas  –  nuovamente uniti in piazza dopo 4 anni. Tutti, sperano in una grande giornata di manifestazione democratica e condannano gli scontri con la polizia di una settimana fa.

Salvo Intravaia

da Repubblica

La redazione

Coordinamento Scuole Valtiberina

 

Lettera del Preside del liceo Talete al Presidente della Repubblica

Di seguito segnalo una importante iniziativa di un preside della capitale. Colgo l’occasione per proporre una interessante idea emersa nella riunione del 16 novembre: che dite di invitare i dirigenti della Valtiberina ad avere un loro spazio nel blog? Di seguito l’articolo.

 

Il dirigente del Liceo scientifico Talete di Roma fa un appello

“ULTIMO APPELLO AI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA, DELLA CAMERA, DEL SENATO E DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

In questo drammatico momento in cui l’Italia è sempre più divisa, fragile e lacerata, la scuola pubblica statale continua a resistere e a formare i giovani, mostrando di essere ancora il luogo migliore e più sobrio del Paese. Com’è noto la scuola statale negli ultimi vent’anni è stata dimezzata, con accorpamenti discutibili, subendo drastici tagli e provvedimenti unilaterali (più alunni per classe, più classi e ore di insegnamento frontale per tutti, meno salario, più responsabilità didattiche, amministrative e contabili anche a fronte di strutture edilizie fatiscenti e senza le dovute tecnologie sempre promesse); ciò nonostante la Scuola Statale ha tenuto e ha continuato a lavorare per il bene comune, grazie alla missione che molti di noi portano avanti ogni giorno per il bene dei nostri giovani, impegnandosi nel proprio lavoro con passione ed entusiasmo. Noi della Scuola, ci chiediamo come mai un Governo Tecnico, anche di fronte alla protesta generale di tutti gli operatori e componenti della scuola, stia perseguendo un disegno Politico nell’attacco indiscriminato agli Organi Collegiali.Qual è il vero scopo di questa corsa verso il baratro? Ci sembra che i nostri politici, poco rappresentativi e che probabilmente non saranno neanche rieletti, non sappiano quello che stanno facendo contro la scuola; la scuola, dal canto suo, non accetta e non accetterà mai la sua demolizione che la renderebbe non libera, non conforme al dettato costituzionale, inerme e succube del mercato. A nome e per conto della Scuola Pubblica Statale, cui ho l’onore di appartenere, Vi sollecito a far ritirare il ddl 953 prima di qualsiasi voto. Una vera riforma della scuola, auspicata da tutti, deve ripartire dal basso, cioè dai veri protagonisti e componenti della scuola (docenti, ATA, alunni e genitori) per essere votata da un Parlamento che ci rappresenti tutti.

Distintamente,
Antonio Panaccione, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico statale TALETE – Roma

 

 

Penso che queste righe possano essere motivo di riflessione e di confronto per tutti coloro che hanno a cuore la scuola pubblica!

Patrizia C.

Coordinamento Scuole Valtiberina