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Stipendio più alto per chi si impegna pure il pomeriggio

I democratici ripartono dalle scuole sempre aperte. Puglisi: piano straordinario per i precari

Alessandra Ricciardi

Stipendio più alto per chi si impegna pure il pomeriggio
la premessa è che la scuola non va più stravolta, che non dovranno esserci riforme calate dall’alto e che anzi vanno ridati finanziamenti e fiducia («Berlusconi ha raccontato favole, Monti ha proseguito con i tagli»). Una sorta di tregua quella che il partito democratico si impegna a garantire al settore istruzione e formazione professionale, travolto nell’ultimo decennio da continui cambiamenti o annunci di cambiamento. Ma questo non significa affatto immobilismo. A leggere le 15 pagine della proposta programmatica -«L’Italia giusta si prepara a scuola», da ieri pubblicata sul sito del partito democratico, sezione «le nostre idee»- si ritrovano vecchie conoscenze rimaste ampiamente sulla carta, come la scuola sempre aperta dell’epoca Fioroni, e nuove bandiere potenzialmente generatrici di scontro, come l’allungamento dell’orario di lavoro per i docenti. E poi il biennio unitario per le superiori, per garantire un effettivo obbligo di istruzione fino ai 16 anni, un piano straordinario per immettere in ruolo i precari e al tempo stesso un nuovo reclutamento per aprire ai giovani migliori laureati. Francesca Puglisi, responsabile istruzione del partito e candidata al senato, mette però le mani avanti per garantire che «tutto sarà fatto in collaborazione con la comunità della scuola. Promuoveremo una fase costituente con una grande consultazione nazionale».Domanda. Nella vostra proposta, figura anche un nuovo contratto con orari diversificati per i prof, con uno stipendio più alto e possibilità di fare carriera per chi decide di fare l’orario lungo. Non temete le polemiche che hanno accompagnato, anche da parte vostra, la proposta di Profumo sulle 24 ore?Risposta.

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I docenti Italiani lavorano più di 30 ore settimanali e con una retribuzione inadeguata

Riporto un interessante studio del prof. Calvano Sebastiano, ISISS Rosselli di Castelfranco Veneto

Ho rielaborato alcune tabelle di orario dei docenti italiani, mettendo le ore secondo un principio di prudenza (in difetto) rispetto a quelle elaborate da alcuni colleghi. Anche in questo modo risulta che le ore svolte sono più di 30, arrivando ad eguagliare le ore svolte da un impiegato pubblico.

Qui avrei alcune considerazioni da fare:

  • molti docenti hanno più di 5 classi, addirittura 9, con un notevole aumento della mole di lavoro;
  • il numero di alunni per classe è superiore al numero di alunni per classe in cui lavorano i nostri colleghi europei, arrivando anche a 35 alunni. Questo comporta un aumento di lavoro ed uno stress notevolmente superiore . Come denunciato della OCSE, i docenti italiani sono i più soggetti al burn-out e, mentre in alcuni paesi europei con percentuali minori di tale patologia lo stress è considerato malattia professionale, per i docenti, in Italia, in ambito scolastico, quasi non se ne parla e non si fa niente per prevenire.

Tabella orario paesi Europei Scuola secondaria di secondo grado. Dati Euridice.

(N.B:. per i docenti italiani dai dati ufficiali risulterebbero solo 18 ore complessive)

 

A questo punto, uno sguardo alla retribuzione dei nostri vicini. A tal proposito inserisco una tabella pubblicata da un mio collega.

Retribuzione docenti annuale in dollari convertiti dalle monete nazionali sulla base degli indici di Parità di Potere d’Acquisto PPA (dati Euridice 2011). 18 ore settimanali
Paese europeo Retrib. iniziale Retrib. 15 anni di servizio Retrib. massima
Italia 31.159,00 39.151,00 48.870,00
Lussemburgo 80.053,00 111.839,00 139.152,00
Belgio 40.356,00 58.470,00 70.382,00
Germania 55.743,00 68.619,00 77.628,00
Slovenia 29.191,00 35.482,00 37.274,00
Retribuzione media 47.300,00 62.712,00 74.661,00

Anche qui sono necessarie, a mio avviso, alcune precisazioni:

  • il cuneo fiscale italiano e tra i più alti in Europa, visto che le retribuzioni sono al lordo, lo stipendio netto in relazione ai nostri colleghi europei si allontana ancora di più;
  • ai nostri colleghi in Europa è riconosciuto il lavoro non frontale, mentre noi docenti italiani dobbiamo svolgerlo a casa spesso a nostre spese (carta, corrente elettrica, toner, riscaldamento ecc…).

Se andiamo a prendere in considerazione anche il precariato nella scuola, l’edilizia scolastica, le strumentazioni e le attrezzature, gli investimenti nella scuola, sorge spontaneo un appello:

egregio presidente Monti,

esimio ministro Profumo,

rispettabilissimi sindacati,

illustri partiti politici,

ADEGUIAMOCI, E’ L’EUROPA A CHIEDERCELO.

 

da Orizzontescuola.it

 

La redazione

Coordinamento Scuole Valtiberina