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Primo piano sulla scuola in Toscana

Regione Toscana – Lunga audizione in commissione Cultura del vicedirettore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Bacaloni.

n aumento alunni stranieri e disabili. In arrivo la copertura delle supplenze annuali Tra oggi, 18 settembre e domani 19 le procedure per la copertura delle supplenze annuali in Toscana dovrebbero essere concluse, mentre l’anno scolastico appena avviato impegna 483 scuole e 474mila alunni, cinquemila in più dell’anno passato.

Aumentano anche gli alunni stranieri (62mila 481, più 2581), quelli disabili (11.278, più 582 nel raffronto col 2012), e fortunatamente la Toscana dovrebbe recuperare il gap per gli insegnanti di sostegno, un versante sul quale era rimasta indietro rispetto ad altre regioni (5mila 281 quest’anno, con un aumento del 3,34 per cento). Gli insegnanti inseriti nei posti per ordinario sono 37.611 e il personale non docente è di 12.406 unità.

Numeri importanti e questioni aperte nelle parole di Claudio Bacaloni, vice direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, che ha svolto una lunga audizione nella commissione Cultura guidata da Nicola Danti (Pd). Il dirigente ha fatto il punto su molti dei temi caldi emersi all’avvio all’anno scolastico, che scontano anche difficoltà di “sistema” legate a leggi, regolamenti e contratti nazionali del pianeta scuola. Il personale della scuola “gode di norme molto garantiste, non c’è nulla di simile in nessuna amministrazione d’Italia”, ha affermato Bacaloni.

La relativa normativa “è molto complessa”. La questione è, ha ribadito il dirigente, che “tutte le procedure sono interdipendenti”; dalle difficoltà di sistemazione del personale di ruolo a quelle, a caduta, per le supplenze annuali, fino alla facoltà per i dirigenti scolastici di nominare i supplenti temporanei. Perfino la definizione delle graduatorie per i “collaboratori scolastici” (i bidelli di un tempo), in relazione ai servizi svolti nella varie regioni, pone problemi di interpretazione proprio per le differenze tra un territorio e un altro della penisola.

Intanto, la Toscana è al momento senza un solo ispettore scolastico, mentre si attende che il Consiglio di Stato si pronunci in seconda istanza sul ricorso per il concorso di dirigente scolastico che coinvolge 112 persone.

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Uncem Toscana: Bisogna incentivare le iscrizioni

Uncem Toscana – “A pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni on line per l’anno scolastico 2013/2014, che sta creando non poche difficoltà alle famiglie alle prese con computer e procedure non facilissime, resta forte la necessità che le famiglie stimolino i propri figli ad iscriversi e procedere nel percorso di formazione e istruzione”.

È quanto afferma il Presidente di UNCEM Toscana che aggiunge: “Nei territori montani e rurali la scuola lega fortemente la comunità locale con l’habitat naturale, aspetto che purtroppo è precluso alle scuole di città e periferie urbane; questo permette lo sviluppo del senso di identità collettivo, in un ambiente ecologicamente privilegiato, e pone le basi per la tutela della cultura, della storia e delle tradizioni locali. L’ambiente circostante funge da “aula aperta” e quindi i ragazzi sviluppano un rapporto stretto e positivo con l’ambiente naturale perché hanno la possibilità di svolgere attività di movimento e di fruizione del territorio naturale, quindi conoscenza dello stesso.”

“La scuola di montagna – aggiunge il Presidente Uncem – grazie al fatto che da anni si trova a sperimentare le pluriclassi, è in questo momento un’esperienza avanzata e un laboratorio di esperienze e buone pratiche per tutte le scuole d’Italia. Ne è un esempio “Senza Zaino”, un progetto sperimentato in Toscana dal 2006 e oggi riconosciuto come metodo per una scuola d’eccellenza. Questo progetto prende le mosse dalla proposta di eliminare lo zaino intenso non solo come oggetto ma anche e direi soprattutto come metafora con l’obiettivo di favorire e incoraggiare la responsabilità, la partecipazione e la cooperazione tra i bambini e i ragazzi attraverso anche la personalizzazione e la pluralità dei percorsi di apprendimento”.

“Insomma – chiude il Presidente Uncem – la scuola, e l’istruzione in generale, è e deve sempre più rappresentare una delle priorità di un territorio. È dunque necessario, a maggior ragione nel momento storico di crisi che stiamo vivendo, che si incentivino le iscrizioni a scuola, si salvaguardino le fasce deboli e si renda l’istruzione un presidio imprescindibile per la formazione del giovane e la costruzione del suo futuro”.

Emiliano
Coordinamento Scuole Valtiberina

Il Tar della Toscana assegna tutte le ore curriculari al sostegno di un ragazzino down

I genitori di un bambino down, frequentante la terza media, hanno presentato ricorso al Tar della Toscana per vedersi assegnate tutte le 40 ore di sostegno al posto delle 16 accordate condivise con un altro alunno della classe .

Il Tar ha prima rigettato l’istanza sospensiva, poi ha deciso nel merito, ma solo dopo la fine dell’anno scolastico.

Pertanto non potendo annullare il provvedimento di assegnazione ridotta delle ore, ha condannato l’amministrazione al pagamento delle spese legali e al risarcimento dei danni non patrimoniali, dovuti alla sofferenza del bambino per non aver avuto un adeguato sostegno, nella misura di 1.000 euro per ogni mese di ritardo nella nomina delle ore in deroga.
La somma è scesa poi a 400 euro al mese, perché al ragazzino erano già state assegnate 16 ore, cioè il 40% , ma siccome mancava il PEI, che quantifica le ore di sostegno da assegnare, il TAR ha deciso in un risarcimento pari a 400 euro anzichè 600 al mese.

I genitori avevano anche chiesto che l’assegnazione fosse confermata per gli anni successivi di scuola, ma il Tar ha negato la richiesta perché la situazione della salute del ragazzo deve essere analizzata ogni anno e quindi su questa decidere dell’attribuzione del sostegno.

Alcune perplessità su questa sentenza vengono sollevate in un articolo del sito superabile.com.  L’assegnazione di tutte le ore curriculari al sostegno toglie di fatto al consiglio di classe la partecipazione all’inclusione dell’alunno, come se la responsabilità di quest’ultima fosse tutta nelle mani di un solo docente, quello di sostegno.

Inoltre, Il Tar ha rigettato la richiesta dell’assegnazione totale anche per gli anni a venire sulla base della salute, ma la situazione di disabilità del ragazzino down non migliorerà di certo, quindi la scelta di assegnare il sostegno non dovrebbe essere legata a motivi di salute, ma piuttosto di didattica.

Da questa sentenza si comprende anche quanto sia determinante, per l’assegnazione delle ore di sostegno, la presentazione del PEI in quanto esso indica il progetto di inclusione scolastica e le risorse per realizzarlo,come stabilisce la legge 122/2010.

da orizzontescuola.it

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

Un seminario per le scuole “wiki” in Toscana

Si parlerà di questo – di didattica e tecnologie ma anche di come inserire tutto ciò nel contesto di una scuola dove spesso manca perfino la carta igienica e dove le aule sono costruite decenni, o secoli, fa – in un seminario promosso da Regione Toscana in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. Un incontro decisamente affollato: a iscrizioni chiuse si sono iscritte oltre 300 persone, in prevalenza insegnanti, e non c’è più un posto libero per una iniziativa che si potrà comunque vedere in diretta streaming dal sito della Regione Toscana: http://www.regionetoscana.it

L’appuntamento(“Scuola 3.0 – Didattica, tecnologie, ambiente per il successo formativo di tutti“) è per le 9 di lunedì 3 dicembre nell’auditorium Santa Apollonia di Firenze (via San Gallo 25) e si protrarrà nell’intera giornata (pausa buffet ore 13). La mattina – dopo i saluti istituzionali di Angela Palamone, Stella Targetti e Giovanni Biondi per USR, Regione e MIUR – lo spazio è per 4 relazioni e 7 esperienze sul campo. Il pomeriggio (ore 14:30) si aprirà con la presentazione di quella che in termine burocratico è definita “chiamata di progetto”: sono in ballo risorse pubbliche per 2 milioni che classi e scuole toscane potranno dividersi presentando progetti sull’utilizzo didattico delle tecnologie.

Il seminario si chiuderà, partendo dalle ore 15 e fine lavori attorno alle 17, con due laboratori pratici, organizzati da Google Italia e da Apple, sui nuovi strumenti e sulle tecnologie a supporto della nuova didattica.

Le esperienze pratiche sarano raccontate, la mattina, da sette scuole (Montelupo Fiorentino, Firenze, Pisa, Gallicano, Lucca, Massa) e da una cooperativa sociale pisana. Suggestivi i titoli: da “Tablet in spalla” a “Wikischool”, da “Senza Zaino” a “Che fortuna avere un dislessico in classe!”. Le relazioni affronteranno il rapporto fra robotica e didattica, le trasformazioni digitali dei testi scolastici, il mobile learning.

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

I genitori e lo scandalo delle 24 ore: un’occasione perduta

Di seguito un articolo dell’Associazione Genitori della Toscana utile per capire la loro percezione del nostro lavoro. Si torna a parlare di 24h degli insegnanti, a mio avviso senza la minima idea di quello di cui si sta scrivendo. Ricordo solo che all’incontro del 16 Novembre ho contattato l’AGE per invitarli ma purtroppo, specie per il problema della distanza (molti di loro sono di Firenze), non sono potuti venire. Un vero peccato, avremmo potuto intavolare una discussione seria, critica e non qualunquista sul nostro lavoro. Di seguito il loro articolo:

Associazione Genitori A.Ge. Toscana – Professori a 24 ore settimanali: un’occasione perduta, tanta retorica pelosa e qualche sincero dubbio sulla nostra classe politica, ecco il parere di noi genitori, che forse qualche colpa l’abbiamo, perché avremmo dovuto gridare allo scandalo per tempo.Lavorare 24 ore settimanali a quanto pare è un insulto, almeno a quanto dichiarano alcuni insegnanti di scuola secondaria. Alcuni addirittura per protesta si sono astenuti dal ricevimento dei genitori, in piena violazione degli obblighi contrattuali e interrompendo di fatto un servizio dovuto. C’è da domandarsi cosa ne pensino gli insegnanti elementari, che da sempre lavorano 24 ore, oppure quelli di scuola materna, che di ore invece ne fanno 25. Sarebbe anche interessante sentire il parere del bidello, che lavora 36 ore settimanali e percepisce uno stipendio dimezzato rispetto a quello di un ‘professore’.Ma quello che è veramente istruttivo è scorrere il Bollettino delle Giunte e delle Commissioni Parlamentari (V-Bilancio, tesoro e programmazione) in data domenica 11 novembre 2012. In discussione le Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, ovvero la Legge di stabilità per il 2013. Il Ministro Francesco Profumo propone un emendamento per riportare a 18 le ore di lavoro settimanali dei professori, a fronte di tagli sul Fondo dell’istituzione scolastica e di altri finanziamenti destinati fra l’altro all’edilizia scolastica e alla sicurezza. Ecco i commenti dei nostri parlamentari:Pier Paolo BARETTA (PD), relatore per il disegno di legge di stabilità, sottolinea l’importanza del presente dibattito, in cui si è conseguito l’obiettivo di evitare un doloroso intervento sull’incremento dell’orario di lavoro del personale docente.Renato BRUNETTA (PdL), relatore per il disegno di legge di stabilità, si associa alle parole di soddisfazione espresse dal collega Baretta per il buon esito di questo delicato passaggio parlamentare, con cui si è scongiurato un inaccettabile intervento sui delicati meccanismi di funzionamento del sistema scolastico, non rispettoso della complessità degli impegni lavorativi in capo al corpo docente.Il Ministro Francesco PROFUMO ringrazia i relatori e il Parlamento nel suo complesso per il ruolo svolto nella ricerca di soluzioni non lesive degli interessi degli studenti.Ecco, proprio degli interessi degli studenti vorremmo parlare: e se quelle 6 ore in più fossero state dedicate all’aggiornamento professionale, alle ore di recupero per gli studenti in difficoltà e agli interventi di alfabetizzazione
degli alunni extracomunitari, non avremmo forse fatto veramente gli interessi degli studenti? oppure a laboratori, corsi di approfondimento e gite, che sembrano ormai un ricordo in tante scuole italiane.Per non parlare dei 47,5 milioni di euro tolti dal Fondo dell’istituzione scolastica, proprio quello che finanzia i corsi di recupero e tutti gli altri interventi integrativi che di fatto garantiscono una maggiore qualità al servizio
scolastico. A dir poco un prezzo salato pagato da tutti noi per garantire i privilegi di una minoranza.Ci dicano i politici cosa fanno gli insegnanti di medie e superiori nelle restanti 18 ore, quelle che NON trascorrono in classe, e poi ne riparliamo

 

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina

 

Iniziative interessanti in Toscana ed Umbria

Regione Toscana sulla scuola 3.0: “Non solo tecnologie, ma anche investimenti su didattica e ambiente scolastico”

“Una iniziativa davvero apprezzabile”. Così Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana e assessore all’Istruzione, nel definire “Scuola digitale a Campi Bisenzio“, un progetto dell’amministrazione comunale campigiana teso a sviluppare servizi innovativi per la scuola e la didattica. Si tratta, in pratica, di dotare ogni classe – delle scuole primarie e secondarie di primo grado su quel territorio comunale – di connessione internet e di una LIM (lavagna interattiva multimediale).

Stella Targetti ha partecipato questa mattina, nel Comune di Campi, a un incontro per presentare il progetto (presenti il sindaco Adriano Chini e la vicesindaco Serena Pillozzi).

Il progetto – in due distinte fasi e che prevede ampio spazio per la formazione, in particolare degli insegnanti, ma anche, in una seconda fase, la dotazione di netbook per gli alunni – ha dato l’occasione alla vicepresidente Targetti di annunciare che il prossimo 3 dicembre, a Firenze, Regione Toscana organizza una iniziativa (“Scuola 3.0: didattica, tecnologia, ambiente“) che servirà anche  per presentare un bando, aperto a tutte le scuole, con finanziamenti sia ministeriali che regionali.

“Vogliamo puntare non solo alle dotazioni tecnologiche – precisa Targetti – ma, in una scuola dove oggi spesso risultano carenti le forniture più elementari, ci teniamo a finanziare anche adeguamenti nell’impiantistica, negli spazi e negli stessi arredi scolastici”.  Per la vicepresidente di Regione Toscana, infatti, investire in tecnologia rappresenta, oggi, la normalità (“in un contesto nel quale con il web ci si confronta ormai fin da piccoli”) ma questo “non va assolutamente visto come contrapposto alle esigenze ordinarie della scuola”.

 

ForumSaD lancia il progetto “Scuole Solidali” in collaborazione con il comune di Terni

Il 20 novembre, si è celebrata la 23° Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Ed è proprio in occasione di questa importante giornata che il ForumSaD, insieme al Comune di Terni, Assessorato alla Cooperazione, lanciano “Scuole Solidali”. Un percorso che ha l’obiettivo di portare nelle scuole i diritti dei bambini: storie e strumenti internazionali per aiutare l’infanzia.

Numerose le iniziative che il ForumSaD porta avanti puntando alla costruzione delle buone pratiche legate al Sostegno a Distanza: dal lancio della Card Nazionale del Sostenitore (progetto presentato in conferenza stampa il 29 novembre, ore 11:30, Sala del Carroccio, Roma Capitale), ai progetti che vedono la costruzione di reti solidali nel Sud Italia,  alla costituzione di un’Anagrafe nazionale di tutte le associazioni che si impegnano nella solidarietà internazionale. Il tutto con un unico comun denominatore: il Sostegno a Distanza come strumento di salvaguardia per i diritti dei bambini.
Inoltre, si vuole porre specifica attenzione, anche, ma non solo in vista della giornata di domani, alla questione dei bambini coinvolti nei conflitti armati, in particolare, oggi, in quello israelo-palestinese.
Nel mondo sono ancora molte le sfide che riguardano i minori, dallo sradicamento della mortalità infantile, all’istruzione universale, alla protezione dei minori dalle violenze, ai conflitti che vedono coinvolti i minori.
Nonostante la riduzione dei 2/3 della mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni, tra il 1990 e il 2015, ogni giorno 19mila minori muoiono per cause prevedibili e curabili con poco. Sono, invece, circa 115 milioni i bambini che non frequentano le scuole primarie. Questi dati fanno pensare ad un percorso ancora in salita. Ancora di più se si confrontano  le proiezioni tra gli indici di mortalità dei bambini sotto i 5 anni nei vari Paesi. Repubblica Democratica del Congo, Ciad e Afghanistan, solo per citarne alcuni, hanno lo stesso numero di bambini morti sotto i cinque anni, che aveva l’Italia negli anni ’20, 200 su 1000 nati vivi.
L’Italia, tra i Paesi Ocse, è quello con il tasso di povertà relativa più elevato, infatti il 15% dei bambini italiani vive in famiglie con redditi inferiori alla media nazionale. Secondo l’Istat, in Italia sono 1 milione e 876 mila le persone di età minore che vivono in famiglie povere e 653 mila quelle che vivono in condizioni di assoluta povertà. La Sicilia ha la quota più alta di minori poveri (44%), segue Campania (32%) e Basilicata (31%). Particolarmente emergenti sono le tematiche legate ai minori stranieri, che vivono in Italia, e il tema dei pericoli in rete: adescamenti tramite i social network, il sexiting (invio di foto e video a carattere sessuale). Secondo una ricerca europea il 34% dei ragazzi italiani è entrato in contatto con situazioni rischiose via web; il sexiting è diffuso tra il 15% degli adolescenti europei, in Italia la percentuale è del 4%.
Come già accennato sopra, il ForumSaD, rete di 88 organizzazioni italiane, ha già avviato numerose iniziative incentrate sulle pratiche del Sostegno a Distanza (di seguito una breve descrizione).
Scuole Solidali, progetto realizzato con la collaborazione dell’Assessorato alla Cooperazione del Comune di Terni, prevede un percorso finalizzato a portare nelle scuole i diritti dei bambini. L’iniziativa sarà inaugurata con un evento che si terrà il 21 novembre a Terni, presso Palazzo Primavera, dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Per l’occasione interverranno: l’Assessore Silvano Ricci, Vincenzo Curatola per il ForumSaD, alcune scuole di Terni e sei associazioni della provincia che si occupano di solidarietà e di aiuto ai bambini.
Il frutto del lavoro nelle scuole primarie e secondarie verrà poi raccolto ed esposto in momenti e manifestazioni pubbliche, al fine di rendere fruibile anche alla cittadinanza i risultati del percorso. L’occasione sarà una Festa della cooperazione internazionale e del Sostegno a Distanza, da tenersi a maggio 2013, proprio a Terni.
La Card del Sostenitore, un riconoscimento per l’impegno dei cittadini che svolgono azioni di solidarietà attraverso il Sostegno a Distanza; ma anche un mezzo di promozione per le attività delle associazioni e degli esercenti solidali. ForumSaD ha già attivato il progetto nelle città di Roma, Torino e Livorno, ma ora l’iniziativa diventa anche nazionale. L’obiettivo è di mettere in rete i sostenitori italiani di Progetti a Distanza. In Italia si stima siano circa 1,5 milioni.
Proprio per lanciare l’iniziativa, il 29 novembre ore 11:30, Sala del Carroccio presso Roma Capitale, si terrà una conferenza stampa per il lancio nazionale della Card del Sostenitore: un incontro e scambio di esperienze tra istituzioni, associazioni e sostenitori.
L’Anagrafe del Sostegno a Distanza, una banca dati online a cui possono aderire tutte le organizzazioni italiane che realizzano progetti di Sostegno a Distanza (SaD, noto anche come Adozione a Distanza) nel Sud del mondo (progetto realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Povertà dell’università di Roma Tre). Per aderire è sufficiente collegarsi al sito www.sostegnoadistanza.uniroma3.it, registrarsi ed inserire i propri dati, che possono essere continuamente aggiornati dall’utente.
La rete SaD nel Sud Italia: il progetto “Sostegno a Distanza in Rete”, realizzato in collaborazione con Fondazione con il Sud, partito in Calabria, Puglia e Sicilia, che a breve si svolgerà anche in Basilicata, Campania e Sardegna. L’iniziativa si impegna a mettere in contatto reciproco tutte le  organizzazioni dello stesso territorio e delle altre Regioni, a garantire ai cittadini un’informazione trasparente, a rendere più visibile il Sostegno a Distanza di fronte alle Istituzioni. Proprio in questo ambito sono previsti diversi eventi regionali, a cui sono invitate tutte le associazioni che hanno progetti di Sostegno a Distanza e che si sono iscritte all’Anagrafe: 1 dicembre, Biblioteca comunale Palazzo Nicotera, Lamezia Terme; 10 dicembre, Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, Palermo; 16 dicembre, Castello di Sannicandro, Bari.
Per informazioni su progetti e iniziative contattare il ForumSaD, Forum permanente per il Sostegno a Distanza: www.forumsad.it; http://www.facebook.com/forumsad.
da Orizzontescuola
La redazione
Coordinamento Scuola Valtiberina