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Wikischool: scuole in rete per l’innovazione

Wikischool: scuole in rete per l’innovazione

Se l’innovazione è un fenomeno di comunicazione e cognizione sociale distribuita, allora si devono creare, nelle scuole e nei territori, adeguate condizioni professionali, organizzative, tecnologiche che ne consentano la “coltivazione”. Un’esperienza presentata al III Convegno di Education 2.0.

L’integrazione delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) con la normale pratica didattica a scuola è un tema cruciale. Un uso appropriato delle tecnologie didattiche da parte degli educatori diventa essenziale per preparare studenti competenti. Infatti i nuovi media digitali offrono nuove possibilità di interazione, concorrono alla costruzione dell’identità personale di ciascuno, facilitano l’acquisizione e l’organizzazione del sapere. Non va sottovalutato un divario generazionale che vede gli studenti sempre connessi e protagonisti del web 2.0 e gli insegnanti che, nonostante usino sempre di più le TIC, fanno fatica a integrarle nella didattica. Ma, se è vero che diverso è il modo di apprendere degli studenti, parallelamente diverso è anche il modo di apprendere del docente; nella società della conoscenza, infatti, la formazione professionale trova uno dei suoi punti di forza nei processi di comunicazione e di scambio cooperativo. La difficoltà di attuazione dell’art. 6 del DPR 275/99, che rappresentava uno dei cardini della riforma dell’autonomia, mostra il ritardo con cui l’attuale sistema di formazione in servizio e l’organizzazione del lavoro riescono a rispondere a questa nuova realtà. Se l’innovazione è un fenomeno di comunicazione e cognizione sociale distribuita, allora si devono creare, nelle scuole e nei territori, adeguate condizioni professionali, organizzative, tecnologiche che ne consentano la “coltivazione”. Da qui nasce la metafora delle “wikischool”, che intende esprimere la scelta strategica di una costruzione endogena (dentro le scuole), connettiva (tra le scuole), prossimale (vicina all’esperienza professionale dei docenti) dell’innovazione.

Wikischool è una rete di scuole sperimentali di cui fanno parte “Rinascita Livi” di Milano, “Scuola Città Pestalozzi” di Firenze e “Don Milani” di Genova. La rete nasce nel 2006 con il progetto “Scuola Laboratorio”, autorizzato ai sensi dell’art. 11 del DPR 275/99 per il quinquennio 2006-11, e continua con il nuovo progetto “Dalla scuola laboratorio verso la wikischool”, autorizzato per il biennio 2011-13 con D.M 15.06.2011. La normativa affida a queste scuole, oltre all’attività didattica, funzioni di formazione orientata al territorio e di ricerca sperimentale, funzionale al rinnovamento del sistema scolastico nazionale. Il nuovo progetto “Dalla scuola laboratorio verso la wikischool” accentua e sviluppa l’idea di innovazione dal basso, resa possibile anche grazie alle opportunità offerte dagli strumenti del web 2.0. La rete Wikischool ha l’obiettivo di:
• sperimentare innovazioni curricolari e organizzative;
• produrre e divulgare ricerca didattica;
• promuovere iniziative di formazione e di sviluppo della professionalità per il territorio.

L’ITD e la Rete di scuole Wikischool collaborano con il fine di indagare le condizioni d’uso della tecnologia in grado di determinare innovazioni significative.

Dal 2005 la don Milani, una delle scuole della rete, in collaborazione con l’Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) ha sperimentato l’uso di una piattaforma di comunicazione che consente ai docenti di dialogare su tutte le questioni che riguardano la didattica e l’organizzazione scolastica. La piattaforma realizza una replica virtuale di quasi tutte le aggregazioni organizzative nelle quali è articolata la comunità locale dei docenti. Questa piattaforma ha anche consentito l’ideazione e la redazione del progetto “Dalla scuola laboratorio verso la wikischool”. Il documento di progetto è stato il risultato di una complessa attività collaborativa tra le tre scuole sviluppatasi, nell’arco di due mesi, esclusivamente attraverso gli strumenti della piattaforma. Tre gruppi redazionali, corrispondenti ad altrettanti nodi tematici del documento, hanno condiviso propri spazi di lavoro autonomi, ma comunicanti, imperniati su tre strumenti:
1. un forum per coordinare e negoziare le azioni di scrittura (idee, struttura, registro linguistico);
2. un ambiente di scrittura collaborativa (wiki);
3. uno spazio per l’archiviazione dei materiali utili all’elaborazione.

Il primo passo del nuovo progetto è stato l’estensione della piattaforma Don Milani a tutte e tre le scuole. La piattaforma Wikischool è in realtà una federazione di piattaforme che prevede sia spazi comuni che ambienti specifici per ogni scuola. L’esperienza, ancora in corso, ha rilevato difficoltà di varia natura: da quelle tecniche (per esempio rendere accessibili a tutti i contenuti delle attività svolte e contemporaneamente rispettare le normative sulla privacy) a quelli attribuibili ai differenti contesti organizzativi e didattici delle tre scuole. A conferma della praticabilità dell’approccio Wikischool, la Pestalozzi e Rinascita in pochi mesi hanno replicato il percorso realizzato in anni di sperimentazione alla Don Milani.

di Benigno Caruso Chiappini Chioccariello TavellaVincenza Benigno

Un seminario per le scuole “wiki” in Toscana

Si parlerà di questo – di didattica e tecnologie ma anche di come inserire tutto ciò nel contesto di una scuola dove spesso manca perfino la carta igienica e dove le aule sono costruite decenni, o secoli, fa – in un seminario promosso da Regione Toscana in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana. Un incontro decisamente affollato: a iscrizioni chiuse si sono iscritte oltre 300 persone, in prevalenza insegnanti, e non c’è più un posto libero per una iniziativa che si potrà comunque vedere in diretta streaming dal sito della Regione Toscana: http://www.regionetoscana.it

L’appuntamento(“Scuola 3.0 – Didattica, tecnologie, ambiente per il successo formativo di tutti“) è per le 9 di lunedì 3 dicembre nell’auditorium Santa Apollonia di Firenze (via San Gallo 25) e si protrarrà nell’intera giornata (pausa buffet ore 13). La mattina – dopo i saluti istituzionali di Angela Palamone, Stella Targetti e Giovanni Biondi per USR, Regione e MIUR – lo spazio è per 4 relazioni e 7 esperienze sul campo. Il pomeriggio (ore 14:30) si aprirà con la presentazione di quella che in termine burocratico è definita “chiamata di progetto”: sono in ballo risorse pubbliche per 2 milioni che classi e scuole toscane potranno dividersi presentando progetti sull’utilizzo didattico delle tecnologie.

Il seminario si chiuderà, partendo dalle ore 15 e fine lavori attorno alle 17, con due laboratori pratici, organizzati da Google Italia e da Apple, sui nuovi strumenti e sulle tecnologie a supporto della nuova didattica.

Le esperienze pratiche sarano raccontate, la mattina, da sette scuole (Montelupo Fiorentino, Firenze, Pisa, Gallicano, Lucca, Massa) e da una cooperativa sociale pisana. Suggestivi i titoli: da “Tablet in spalla” a “Wikischool”, da “Senza Zaino” a “Che fortuna avere un dislessico in classe!”. Le relazioni affronteranno il rapporto fra robotica e didattica, le trasformazioni digitali dei testi scolastici, il mobile learning.

Emiliano

Coordinamento Scuole Valtiberina